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Vegagest, ricorso quasi disperato

Vegagest, ricorso quasi disperato

La Procura milanese va in Cassazione ma la prescrizione incombe

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La Procura generale della Corte d’appello di Milano ricorrerà in Cassazione contro la sentenza che l’11 giugno scorso ha assolto tutti gli imputati del processo sulla presunta truffa immobiliare alla Cassa di Risparmio di Ferrara attraverso i fondi Vegagest. È quanto filtra dagli ambienti della procura milanese, anche se risulta che il provvedimento non sia stato ancora formalizzato. Gli elementi per il ricorso sono stati evidentemente trovati nelle motivazioni diffuse nel luglio scorso dai giudici della quarta sezione penale della Corte d’appello milanese, che avevano deciso l’insussistenza della truffa perché, è la loro conclusione, la banca confidava nella buona riuscita dei programmi immobiliari Santa Monica e Miluce, prese le distanze dai quotisti solo nel 2010, dopo circa quattro anni, e non vi erano stati deficit informativi nei confronti degli amministratori. Quest’ultimo punto è stato cruciale, in particolare, per l’assoluzione dell’ex direttore Carife, Gennaro Murolo, sul cui ruolo poggiava l’intero impianto accusatorio.

È comunque improbabile che il ricorso possa modificare la situazione cristallizzata con la sentenza di secondo grado. Alcuni reati, infatti, sono già prescritti mentre tutti gli altri dovrebbero seguire questa sorte entro il prossimo dicembre. È quindi praticamente impossibile che la Cassazione possa entrare nel merito del ricorso, anche se la Procura milanese intende provarci comunque. La sentenza era stata accolta senza commenti ufficiali da parte della banca, che comunque era rimasta esclusa dalla parte civile fin dalla sentenza di primo grado, mentre Giulia Buongiorno, legale del quotista Giorgio Magnoni, aveva concluso che «l’esito era prevedibile, anche perché non c’era alcun indizio».

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