Il caso Schwazer è chiuso Conconi, indagini a parte
Dalla Procura di Bolzano gli atti contro 4 persone: tre dirigenti e il marciatore Stralciata la posizione del medico ferrarese per i rapporti con l’atleta dal 2006
La procura di Bolzano ha chiuso l’inchiesta per doping sul caso di Alex Schwazer, il maratoneta altoatesino trovato positivo, radiato e al quale sono stati cancellati tutti i titoli sportivi compresi della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Una inchiesta che ha anche un versante ferrarese, visto che resta indagato il professor Francesco Conconi (la sua posizione è stralciata, da giudicare a parte) per contatti e rapporti avuti con Schwazer dal 2006 al 2010. Gli atti d’accusa sono stati depositati solo contro 4 persone, lo stesso Schwazer, due medici della Fidal, la federazione atletica leggera, Giuseppe Fischetto e Pierluigi Fiorella, e l'ex dirigente del settore tecnico Fidal, Rita Bottiglieri. Per il marciatore le accuse sono di frode sportiva, mentre per gli altri tre le ipotesi sono di favoreggiamento per la legge antidoping. Gli inquirenti contestano al campione altoatesino l'uso di doping tra febbraio 2010 e il 2012: proprio per questo motivo, con tutta probabilità, verrà annullata anche la medaglia degli Europei di Barcellona, assegnata all'altoatesino dopo la recente squalifica del vincitore russo Emelyanov. A Schwazer non viene contestato solo l'uso di epo, ma anche di numerose altre sostanze (tutte a base di testosterone) trovate nel frigo del campione, che si sarebbe procurato anche tramite Internet.
Per quanto riguarda la posizione di Conconi - da quanto riferisce l’agenzia Ansa - non comparendo il suo nome nell’atto di chiusura, sarebbe stata stralciata: dunque per Conconi le indagini continuano. Conconi era stato coinvolto nell’indagine - ed erano stati eseguiti anche sequestri al Centro di studi biomedici di Ferrara del suo computer e di atti personali - per i contatti avuti dal 2006 in poi con Schwazer. Lo stesso Conconi aveva già spiegato che si trattava di consulenze, scambi di mail e un incontro per test con Schwazer, tutto lecito: «ci siamo scambiati mail i cui contenuti erano di sostegno e compiacimento per le sue prestazioni sportive». Ora dunque resta da valutare, oltre la posizione di Conconi nel ruolo di ex direttore del Centro studi biomeccanici applicati allo sport di Ferrara, anche quelle di Christian Thuile, primario di medicina complementare a Merano, Michele Didoni, allenatore di Schwazer, e il cavallerizzo Karl Wechselberger. Le indagini, su di loro, proseguono. Per quanto riguarda l’inchiesta chiusa, la procura sarebbe giunta al convincimento che medici e dirigenti federali - quelli ora indagati negli atti conclusivi - non potevano non sapere delle pratiche di doping in corso da parte di Schwazer. Per il quale l’accusa di doping non è in discussione, visto che lui stesso ha ammesso di aver fatto uso di sostanze proibite e dunque le conclusioni della procura di Bolzano si sono concentrate sui medici e dirigenti della federazione atletica leggera. (d.p.)
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