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Primarie, Bianchi si ritira e sostiene Bonaccini

Patrizio Bianchi
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Patrizio Bianchi

Domani alla presentazione del programma è atteso l’annuncio ufficiale E i sindaci del Pd scrivono il manifesto «per la costruzione di una nuova Regione»

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FERRARA. Patrizio Bianchi non correrà alle primarie del centro sinistra per la Regione Emilia Romagna. L’assessore regionale al Lavoro e all’Istruzione, già rettore dell’Università di Ferrara, non ha ancora comunicato ufficialmente la decisione di ritirarsi ma ieri a notizia è stata diffusa come certa dal Tg3 Regionale e da Radio Città del Capo. Domani Bianchi potrebbe prendere parte alla presentazione del programma di Stefano Bonaccini - rimasto in competizione insieme a Matteo Richetti e Roberto Balzani - e potrebbe essere quella l’occasione per informare la stampa il ritiro e la volontà di sostenere la candidatura di Bonaccini, il cui programma sta collaborando a scrivere.

Intanto il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, insieme agli altri quattro primi cittadini del Pd dell’Emilia Romagna (Virginio Merola di Bologna, Daniele Manca di Imola, Gian Carlo Muzzarelli di Modena, Luca Vecchi di Reggio Emilia e Tiziano) ha elaborato il “Manifesto per una nuova Regione” che sarà inviato a tutti i candidati alle primarie del centro sinistra. «I sindaci dell'Emilia-Romagna - è il messaggio - dovranno essere protagonisti per la costruzione di una nuova regione e alleati della nuova amministrazione regionale nella creazione di un modello di sviluppo per il futuro».

I sindaci, in sintesi, si propongono come interlocutori privilegiati per la nuova Regione, anche alla luce del nuovo riordino istituzionale che ha abolito le amministrazioni provinciali, dando il potere nelle nuove province agli eletti nei Comuni. «I Sindaci della nostra regione - scrivono i sindaci - saranno l'alleato migliore di questa nuova strategia: con la rete delle città è possibile concepire un rinascimento industriale, con le città della costa, le città d'arte e i comuni della montagna si promuove il turismo, con tutti i comuni si devono creare le condizioni per una crescita equilibrata, per la sicurezza del territorio e la tutela dell'ambiente, per la promozione dei diritti dei cittadini».

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