Sgarbi, aspettativa da 30 anni:"Ma non costo nulla allo Stato"
Il Mibac vorrebbe licenziarlo. "Ottimo, così si tengono gli incapaci"
FERRARA. «Sono in aspettativa dal Ministero dei Beni Culturali dal 1985, quasi trent’anni, ovviamente senza assegni. Allo Stato non costo nulla, anzi se fossi andato in pensione sarei costato sicuramente di più». Lo ha confermato alla trasmissione di Radio 24 La Zanzara il critico d’arte ferrarese Vittorio Sgarbi.
Il 15 settembre si apre contro di lui al Mibac un procedimento disciplinare perché non si è presentato al lavoro dopo le elezioni comunali (perse) a Salemi a maggio. «Licenziamento? - ha proseguito Sgarbi - Lo facciano pure, sarebbe un’ottima cosa così si tengono tutti gli incapaci che hanno». La sua, puntualizza «È un’aspettativa senza assegni dal ruolo di ispettore della Sovrintendenza di Venezia. Una cosa dovuta, perché ho sempre avuto una funzione politica, un ruolo pubblico. È successo e succede a tanti, Scalfaro, Giuliano Amato solo per fare qualche esempio ma anche tutti i professori che sono in parlamento».
E ai conduttori che gli hanno fatto notare che, mantenendo comunque un ruolo, in questo modo toglie un posto a un giovane, Sgarbi ha replicato: «Ma non è vero, tanto i concorsi non si fanno dunque non ci sarebbe un nuovo assunto al posto mio. E poi chissà, un giorno potrei tornare a fare il dipendente dello Stato». Però il Mibac lo vuole licenziare...«Ma facciano quello che vogliono, non capisco cosa vogliano da me che faccio gratis l’ambasciatore dei Beni Culturali in tutta Italia. Non prendo lo stipendio e non vado in pensione. Sono cose legate a una burocrazia cieca perché cosa chiedi a uno che non prende nulla?»
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