La Nuova Ferrara

Ferrara

«Stop al bracconaggio»

Nove sindaci chiedono al prefetto vigilanza e repressione

2 MINUTI DI LETTURA





OSTELLATO. Vigilanza e repressione dei fenomeni di bracconaggio di pesce presso i canali. Questo il tema di una lettera che i sindaci di Argenta, Codigoro, Comacchio, Copparo, Fiscaglia, Mesola, Ostellato, Portomaggiore e Ro hanno inviato al prefetto di Ferrara, Michele Tortora.

Nella lettera si segnala l’intensificarsi di quello che viene definito «un grave ed annoso fenomeno che interessa i territori da noi amministrati con particolare riferimento ai canali che numerosi, li attraversano. Ci riferiamo specificatamente - scrivono i primi cittadini - alla circostanza per cui tali corsi di acqua sono preda di costante e continuo bracconaggio a scopo commerciale da parte di sedicenti pescatori, spesso di nazionalità non italiana, che in realtà con mezzi e metodi diversi e di varia tipologia impoveriscono in modo consistente i canali con calo evidentissimo della fauna ittica. Oltre a ciò - proseguono i sindaci nella lettera - pare opportuno segnalare che non solo all'ambiente viene recato grave nocumento ma si stanno delineando via via situazioni spiacevoli per cui tali soggetti spesso hanno atteggiamenti ostili nei confronti dei pescatori hobbysti che da sempre, per tradizione e cultura, frequentano tali luoghi e praticano tali attività».

I sindaci paventano «una situazione di degrado ambientale e di depauperamento della fauna ittica irreversibile insieme a non poche tensioni che si vanno via registrando sul territorio per i motivi su esposti». I primi cittadini colgono l’occasione per ribadire «l'ottimo lavoro svolto dalla competente Polizia Provinciale in materia di vigilanza e repressione, ma riteniamo opportuno istituire un tavolo che coinvolga amministrazioni, forze dell'ordine e associazioni di pescatori al fine di individuare azioni utili a reprimere il fenomeno».

Già da vari anni questi “predoni della fauna ittica” praticano questa attività illegale non solo lungo il Po con vere e proprie postazioni lungo l’asta del fiume, in particolare nei pressi di Stellata e di Serravalle, ma non solo, e nei vari canali segnatamente nelle Valli del Mezzano e nel territorio del Basso Ferrarese.

Una vera e propria attività considerando poi che il pescato, in genere siluri, ma non solo, vengono poi lavorati in spregio alle più elementari norme igienico sanitarie spesso e volentieri sulle rive dei fiumi o dei canali e trasportato in vari punti di commercio sia in Italia che all’estero, in particolare nei Paesi dell’Est Europa.

Una pratica che viene svolta in particolare nelle ore notturne, così da sfuggire ai controlli da parte delle forze dell’ordine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google