Le mafie alla conquista di Ferrara
Sono 16 i beni sequestrati in tutta la provincia a clan dei Casalesi e ’ndrangheta: case, terreni, aziende
L’Emilia-Romagna da anni è sempre più terra di conquista delle principali organizzazioni malavitose, che da tempo hanno spostato qui casa, famiglia e affari. In regione, l’ Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati ha censito 112 beni sottratti ai circuiti illegali, 86 immobili e 26 aziende (per approfondimenti e saperne di più, www. lanuovaferrara.it). Per quanto riguarda la provincia di Ferrara, in tutto sono 16 i beni sequestrati. Tra questi due aziende (una ‘srl’ e una ‘sas’) e 14 immobili così registrati negli elenchi dell’Agenzia: una abitazione indipendente, un fabbricato rurale, 6 appartamenti in condominio, 5 terreni agricoli e un terreno edificabile. Sono tutti, globalmente, e anche a Ferrara, numeri destinati a crescere poichè i frutti delle inchieste giudiziarie condotte tra il 2012 e il 2013 arriveranno in futuro. Secondo l’ultimo rapporto della Direzione distrettuale antimafia, cresce «l’attenzione dei clan campani nel ricco e produttivo tessuto economico della regione, dove investono le risorse acquisite attraverso le attività illecite». E a muoversi è in particolare il clan dei Casalesi di Caserta, «la cui presenza è stata segnalata anche nelle province di Ferrara, Ravenna, Parma, Reggio Emilia e Rimini». La ‘ndrangheta, invece, è segnalata tra le province di Reggio Emilia, Modena e Ravenna. Il maggior numero di immobili confiscati alla criminalità organizzata insiste nella provincia di Bologna (21) appena sopra Forlì-Cesena. Secondo il rapporto, Modena «insieme a Reggio Emilia, rappresenta la provincia con la più alta densità mafiosa, in cui si riscontrano singolari atti intimidatori e sospetti rapporti tra crimine organizzato e politica locale».
Le confische definitive forse arriveranno. La novità è che la magistratura emiliana ha cominciato l’aggressione ai patrimoni criminali delle organizzazioni meridionali.
Nel 2012 nel distretto di Corte d’Appello di Bologna (unico per tutta la regione) si sono registrati 18 procedimenti di sequestro e confisca, per un totale di 450 beni. Basti pensare che nel 2009 i beni immobili e mobili, compresi i conti correnti, oggetto di procedimento giudiziario erano appena 2.
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