«Sciopero sì, perché siamo allo stremo»
I sindacati di polizia Sap, Siap e Sappe si preparano alla protesta contro il blocco degli stipendi annunciato dal governo
Sindacati di Polizia, il Cocer delle forze armate (che rappresenta Carabinieri e Guardia di finanza oltre Esercito, Marina e Aeronautica), sindacati dei vigili del fuoco e di tutto il pubblico impiego delle forze dell’ordine minacciano lo sciopero a livello nazionale contro la conferma del blocco degli stipendi annunciato dal governo, blocco che si rinnova dal lontano 2009. «Non aspettavamo l’ora», commenta da Ferrara Roberto Tronca del sindacato Sappe della polizia penitenziaria facendo capire che si tratta della goccia che fa traboccare il vaso. «Noi ci saremo, se lo sciopero ci sarà. Perché? Perchè siamo esasperati, stanchi per il lavoro che svolgiamo ogni giorno tra mille disagi, anzi siamo tutti incazzati», aggiunge in modo diretto Tronca, spiegando la sua posizione e di tanti altri agenti che lavorano nelle carceri italiane. «Ora ci dicono che fuori c’è crisi, tanti sono in cassa integrazione e che ci dobbiamo accontentare. Capisco tutto ma è dal 2009 che abbiamo il blocco degli stipendi, e si continua a lavorare allo stremo, e quando per servizio facciamo straordinari questi vengono accantonati e poi da pagare: quando o si sa». Racconta Tronca - e le sue parole fotografano una situazione conosciuta da tempo - di automezzi senza benzina, mezzi vecchi che si spaccano e che non vengono riparati per mancanza di soldi». E poi in carcere oggi vi sono 300 detenuti, anni fa erano anche 450. «Bene, oggi lavoriamo peggio di ieri, sempre in affanno, noi da Ferrara ci saremo, ben venga lo sciopero».
Per Alessandro Chiarelli, segretario provinciale del Siap della polizia non è solo una questione di soldi: «Se non si mette mano ad una nuova organizzazione complessiva dei servizi dell forze dell’ordine,tutto imploderà tra 5 anni: a Ferrara l’età media dei poliziotti è sopra i 50, io non so cosa si potrà e si vorrà fare, certo non ci bastano i coni gelato e i secchi di ghiaccio», spiega caustico alludendo al premier Renzi che dovrà incontrare e dare risposte ai sindacati delle forze dell’ordine. Chiarelli disegna il malumore (per esser benevoli usando un termine neutro) di chi lavora: «Ci sono colleghi e io sono tra questi che da 3 anni hanno stipendi bloccati perdendo dai 150 euro in su al mese» (fate i calcoli: 1800 l’anno, 5400 in 3 anni). «Quello che faremo sarà un incontro con il questore in cui lo informeremo della volontà di bloccare gli orari in deroga dei servizi». Ossia, tutti i servizi di ordine pubblico non si potranno più svolgere con un turno anomalo (in funzione degli orari dell’evento) ma seguendo solo gli orari da contratto: dunque per coprire il servizio della Spal (con turno 12-18) si dovranno raddoppiare gli uomini divisi in 2 turni: 7-13 e 13/19. Una provocazione? Si vedrà all’incontro fissato il 16 prossimo: certo che se passerà, saranno problemi per l’ordine pubblico.
«Quello che faremo è uno sciopero bianco: andremo ugualmente a lavorare - guarda avanti Luca Caprini, segretario provinciale Sap - è ciò che proporremmo ai colleghi ma sul fronte nazionale la protesta è più che necessaria. Il fatto che anche il Cocer interforze ora abbia aderito alle proteste che noi sindacati di polizia portiamo avanti da tempo è il segnale del problema, di un tale disagio che poco conoscono: saremo, come sindacato Sap, per questo motivo in piazza Trento Trieste il 28 settembre per far sapere a tutta la città in che situazione stiamo lavorando». (d.p.)