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Tesori Carife, vigila la Soprintendenza

Tesori Carife, vigila la Soprintendenza

Le opere d’arte e gli arredi non potranno essere spostati senza specifica autorizzazione. Serve però l’elenco aggiornato

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L’allarme sollevato dalla lettera del sindaco Tiziano Tagliani sulla sorte del patrimonio artistico e culturale della Cassa di Risparmio di Ferrara, in caso di vendita della banca, non lascia indifferenti le Soprintendenze. «La nostra Cassa ha una tradizione importante rispetto alla fruizione pubblica del suo patrimonio, pensiamo solo al deposito in Pinacoteca nazionale della quadreria storica: un gesto unico nella storia delle Casse di Risparmio - ricorda Carla Di Francesco, direttrice regionale dei Beni culturali e paesaggistici - È bene sottolineare che l’eventuale trasferimento di opere Carife sarebbe soggetto ad autorizzazione da parte della Direzione regionale, basata sul principio della tutela del patrimonio artistico». Non si tratta di un passaggio puramente formale, anche perché tocca aspetti di una certa complessità: si tratta, spiega Di Francesco, di «valutare anzitutto l’unitarietà del patrimonio, se appartiene o meno ad un’unica collezione costruita nel tempo, e se è parte integrante, ad esempio, di un palazzo storico. In caso contrario, la valutazione va fatta pezzo per pezzo». È chiaro, su queste basi, che l’archivio storico e librario della banca, costituito attraverso un’attività secolare e radicata sul territorio, non potrà essere sradicato da Ferrara, mentre per quanto riguarda la quadreria rimasta dopo la vendita della collezione storica alla Fondazione Carife, a metà anni Duemila, la partita resta aperta.

Nel piatto c’è, in particolare, “Ritratto di Gabriele Tadino” di Tiziano Vecellio, il pezzo forte custodito a Palazzo Koch, ma anche De Pisis, Mentessi, Zola, Capuzzo e gli arredi di Palazzina Marfisa d’Este. Proprio sull’opportunità di rendere nota la lista del patrimonio storico e artistico di proprietà della banca, insiste anche Anna Stanzani, direttrice della Pinacoteca nazionale: «È stato costituito seguendo un processo culturale preciso da parte della banca, spetta comunque alla Direzione regionale sollecitare eventualmente l’azione dei commissari». È la strada intrapresa già dal sindaco, che a sua volta ha chiesto ai commissari di completare la ricognizione del patrimonio e, in futuro, «evitare che la cessione non vincolata a terzi di questi beni possa arrecare un danno alla città di Ferrara».

Stanzani conferma comunque che la parte storica e di maggior pregio della collezione Carife, custodita in Pinacoteca, è passata nella mani della Fondazione e quindi non seguirà le sorti delle azioni della banca. Si tratta dei vari Bastianino, Bononi, Lorenzo Costa, Girolamo da Carpi, Scarsellino che sono esposti da anni a Palazzo Diamanti: beni ormai inseparabili dalla città.

Stefano Ciervo

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