Cavalier Edmo Mori Bondeno è onorata
BONDENO. Edmo Mori è Cavaliere della Repubblica italiana. Il riconoscimento ufficiale è stato sancito in apertura del consiglio comunale di giovedì, quando l'ex comandante della polizia municipale ha...
BONDENO. Edmo Mori è Cavaliere della Repubblica italiana. Il riconoscimento ufficiale è stato sancito in apertura del consiglio comunale di giovedì, quando l'ex comandante della polizia municipale ha ricevuto in dono dal sindaco Alan Fabbri anche le chiavi della città e due monete del suo anno di nascita.
Il primo cittadino ha riassunto brevemente le motivazioni alla base del riconoscimento da parte del presidente Giorgio Napolitano. «Edmo Mori ha lavorato come comandante della nostra polizia locale fino al 1994 - spiega Fabbri - allorché è andato a riposo, con la qualifica di dirigente. Mori ha lavorato sin dal '57 per il nostro Comune, svolgendo una carriera esemplare. Collaborando con abnegazione con l'ente locale, per il raggiungimento degli obiettivi: la sicurezza e il mantenimento della pace sociale». Ha pubblicato, assieme a Bracciano Lodi, alcuni libri di storia locale, in cui descrive passaggi d'epoca, cambiamenti economici e sociali. Mori è stato anche protagonista di alcuni fatti storici, tra cui la requisizione dello stabilimento Eridania, la realizzazione del ponte sul Panaro della fine degli anni '70, la gestione dell'acquedotto comunale colpito da atrazina e la concessione del servizio di nettezza urbana con la ricollocazione del personale.
Importanti, in virtù del conferimento del titolo, anche le collaborazioni degli ex sindaci Bracciano Lodi, Claudio Campini, Daniele Biancardi; dell'ex presidente del consiglio comunale e attuale vicesindaco Cristina Coletti, dell'ex segretario generale Daniela Ori, con il supporto del suo vice Antonella Moretti, la quale è intervenuta, ricordando l'umanità della persona, contraddistinta da competenza, positività e modestia.
Mori ha ringraziato per la solennità che si è voluto dare all'evento. «La stima delle persone con le quali si è lavorato e con le quali si vive - ha detto, visibilmente commosso, ai tanti cittadini presenti, tra cui monsignor Marcello Vincenzi - è il miglior riconoscimento possibile che una persona possa ricevere». (mi.pe.)
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