Ecco il Consorzio agrario Conti a posto e marketing
Perso il confronto con Bologna sul dossier Capa, scatta l’offensiva sui progetti Alla Sagra dell’ortica di Malalbergo cento imprenditori e Pecci (Nomisma)
Due importanti eventi, sul fronte agricolo, hanno caratterizzato la settimana che si sta per chiudere: l’ingresso del Capa nell’orbita del Consorzio agrario di Bologna (ufficialmente di parla di «accordo commerciale») e l’incontro promosso a Malalbergo dal Consorzio agrario di Ferrara con gli operatori economici della nostra provincia.
Quanto all’operazione-Capa, il dibattito è ancora in corso data la rilevanza che la cooperativa (700.000 quintali di stoccaggio) riveste sul territorio e le cifre in gioco nella campagna 2014 nei confronti dei numerossisi soci. Erano due i soggetti terzi che si erano presentati con precise proposte: la scelta fra i due contendenti, come si diceva, è caduta sul Consorzio Agrario bolognese. I motivi? Avrebbero prevalso, sostengono alcuni ambienti agricoli della provincia, le maggiori garanzie offerte da Bologna rispetto a quelle del Consorzio agrario di Ferrara. Il Caf, guidato da Adriano Facchini, da pochi mesi non solo è tornato in bonis ma ha avviato una vera e propria offensiva tecnica, commerciale e di relazione che sta producendo grandi risultati. Ma evidentemente non è bastato per vincere questa partita.
Golia contro Davide, verrebbe da dire. L’ha spuntata, almeno per ora, il gigante che sta per trasformarsi in Consorzio agrario regionale (il marchio ufficiale già “spende” l’ambito emiliano). L’un contro l’altra armate si sono trovate due differenti visioni economiche: una basata sulla dimensione e sul consenso “politico”; l’altra invece su un mix di flessibilità, localismo, creatività e relazione sociale. Solidità e potenza contro velocità ed efficienza. Quindi: vincerà il più forte o il più resistente?
Ma il Consorzio agrario, si accennava, ha dato vita, sempre in settimana, a un interessante e affollato incontro che ha visto la partecipazione di cento fra i più importanti imprenditori agricoli della nostra provincia (ma anche economisti come il responsabile di Nomisma Gianni Pecci) invitati a Malalbergo da Facchini e la sua squadra. La cittadina bolognese appena al di là dal Reno è infatti la sede della Sagra dell’ortica, una realtà di grande e crescente rilievo poiché in soli tre anni si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di idee e di potenziali realizzazioni anche grazie al Consorzio Agrario estense. Nell’occasione, attraverso l’operazione Sfrutta la Sagra, il Caf ha appunto presentato i suoi sei progetti di filiera (vedasi l’apposito riquadro pubblicato nella pagina). Qui si parla già di marketing 3.0 frutto di una concezione avanzatissima del rapporto commerciale che ha come stella polare la responsabilità dell’azienda con il suo ruolo attivo nella e per la società civile.
Malalbergo, con la sua sagra guidata dal patron Gianni Bonora e con la collaborazione del professor Vincenzo Brandolini dell’Università di Ferrara, si è rapidamente imposta come una delle principali manifestazioni-pilota del settore puntando con successo su qualità, senso di appartenenza, socialità. Il tutto all’insegna dell’ortica, un’erbacea dalle mille qualità.
La sagra si è trasformata nell'occasione ideale per dibattere di localismo, socialità, economia; occasione che non è sfuggita nemmeno alla grande distribuzione nella fattispecie alla Conad che con Francesco Pugliese, direttore generale e amministratore delegato, ha partecipato all’inaugurazione ma soprattutto ha scelto questo appuntamento popolare per entrare nel mondo delle sagre, un fenomeno incredibile: 34.000 le manifestazioni attive, 1,8 milioni i volontari impegnati e almeno 200 milioni i pasti consumati ogni anno, secondo le ultime stime.
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