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Richetti ‘aggiorna’ Errani: «Con me sta il Pd del 40%»

Richetti e Calvano
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Richetti e Calvano

Primarie, l’anti-Bonaccini: tanti al voto per togliere le ganasce alla Regione Ad accoglierlo due sindaci, il gruppo renziano e gli ex presidenti della Provincia

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FERRARA. I segretari provinciali, i sindaci: averli tutti contro «non mi preoccupa e non mi interessa, evidentemente dall’altra parte c’è una buona proposta. Io però ho l’ambizione di dire che il Pd è anche qui, anzi che è soprattutto qui. Qui c’è il Pd del 40%, e ai nostri competitors facciamo un favore, quello di non disperdere neanche una goccia di passione».

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Matteo Richetti è arrivato ieri mattina al bar Nazionale per la prima volta da candidato alle primarie che il 28 settembre sceglieranno l’aspirante presidente regionale di centrosinistra. È arrivato due giorni dopo la dichiarazione di quasi tutti i sindaci democratici della provincia (17 su 19) a sostegno dell’altro candidato, il segretario regionale Stefano Bonaccini.

E infatti ieri mattina gli unici due presenti erano quelli di Berra e Mirabello, Eric Zaghini e Angela Poltronieri. Ovviamente immancabile l’assessore al Bilancio Luigi Marattin, ma c’erano pure gli ex presidenti della Provincia Piergiorgio Dall’Acqua e Paolo Siconolfi e non ha voluto mancare per un saluto il segretario provinciale Paolo Calvano, bonacciniano.

Richetti comunque qualche timore nei confronti dei vertici del partito continua ad averlo: ha paura di una consultazione poco partecipata, cosa che ridurrebbe le sue chance. «Non so se il partito farà un lavoro capillare per far sapere che si voterà, a volte le cose non vanno proprio in questo modo…».

Lui però è sicuro di vincere, come ha detto agli oltre sessanta sostenitori che l’hanno ascoltato ieri , «e non per un’ambizione personale, ma per togliere le ganasce a questa Regione. Quella di Errani è stata un’esperienza importante, eppure va aggiornata. Mi sono candidato perché crescono le persone che dicono ‘ci rinuncio’: gli imprenditori a investire, i giovani a formarsi e a cercare lavoro».

Dalla famosa casta vuole prendere le distanze, ricordando che quando entrò in Consiglio regionale era previsto un vitalizio per gli ex consiglieri mentre quando ne è uscito non più «e non per eroismo, ma perché un vitalizio dopo otto anni in Regione è una vergogna».

Da presidente i suoi primi provvedimenti saranno un limite di 60 giorni entro i quali dovranno essere risolte tutte le pratiche tra Regione, cittadini e imprese, la cancellazione dei contributi diretti alle imprese, da sostituire con una riduzione dell’Irap del 10% per chi crea posti di lavoro, e un intervento su sanità e sociale che sposti le risorse dall’amministrazione alla cura.

Gabriele Rasconi

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