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Zonin rimanda Carife: offerta forse a ottobre

Zonin rimanda Carife: offerta forse a ottobre

Dal presidente Bpvi segnali ai ferraresi: attendiamo i conti, c’è qualche problema Commercio e Finanza è uno scoglio ma Vicenza non vuole sentirsi obbligata

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Arriva da Cernobbio, il tempio dell’economia e della finanza italiana, quello che sembra un pesante avvertimento ai naviganti Carife. A firmarlo è Gianni Zonin, il presidente della Banca Popolare di Vicenza, al momento l’unico gruppo che abbia manifestato interesse all’acquisto della banca commissariata. Nella dichiarazione rilasciata ai giornalisti che seguono il meeting Ambrosetti, Zonin antepone un «probabilmente» all’intenzione di presentare in concreto un offerta per Carife, che comunque slitta ulteriormente rispetto a tutte le previsioni. Niente settembre, visto che la decisione definitiva arriverà entro la fine di ottobre. «Stiamo aspettando i numeri dei commissari - ha dichiarato Zonin - Entro ottobre decideremo se fare o no un’offerta, in base ai numeri. Non è una situazione facile perché c’è qualche problema in sottofondo». A cosa si riferisce il presidente di Bpvi? Al di là del fatto che i vicentini non hanno gradito l’accento posto in questi giorni sulle sorti della quadreria Carife, in caso di acquisizione, è probabile che il riferimento sia alla cessione di Commercio e Finanza, la società di leasing napoletana che zavorra, a detta dello stesso Zonin, il gruppo ferrarese ma ancora resta in sospeso su diversi binari di trattative non chiuse. Poiché l’uscita di C&F porterà con se la cessione di un consistente pacchetto di crediti deteriorati, con ripercussioni non secondarie sugli indici patrimoniali della banca, è evidente che l’entità qualsiasi offerta per Carife debba essere rapportata all’esito finale di quella trattativa.

In ogni caso, il fatto di non dare per scontata l’offerta è un segnale che i vicentini lanciano alla Fondazione Carife, unito al rifiuto di Zonin a tornare sul dossier Etruria («non ci sono nuovi contatti»), dopo il rifiuto degli aretini, e ad una sottolineatura: «Non c’è nessun obbligo» da parte di Bpvi ad acquisire altre banche, «abbiamo una dimensione più che equilibrata per entrare in Europa». (s.c.)

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