«Calmierare gli stipendi dei manager pubblici»
La richiesta del consigliere regionale Giovanni Favia: spesso superano i 100mila euro
FERRARA. Calmierare gli stipendi dei dirigenti delle aziende pubbliche sarebbe più giusto che «bloccare gli stipendi degli statali», una misura che «non è (e non lo è mai stata) la panacea per tutti i mali».
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La richiesta arriva questa volta dal consigliere regionale indipendente Giovanni Favia che ritorna sulla parole di Adriano Olivetti: «Anni fa - scrive il consigliere - Olivetti diceva che nessun dirigente, neanche il più alto in grado, dovrebbe guadagnare più di dieci volte l’ammontare del salario dell'ultimo operaio. Se guardiamo gli stipendi dei vertici della pubblica amministrazione ci rendiamo conto che ci sono dirigenti che guadagnano come il presidente della Repubblica, se non di più».
Poi entra nel dettaglio e sottolinea che «nella nostra Regione ci sono dirigenti che a fine mese portano a casa uno stipendio di gran lunga superiore a quello dello stesso presidente della giunta. In diverse partecipate dei Comuni, o della stessa Regione, i dirigenti sfondano il compenso lordo annuo di 100.000 euro grazie anche al mix tra retribuzione fissa e bonus variabile. Si tratta di aziende, vale la pena ricordarlo, dove non c’è correlazione tra performance aziendale (spesso fallimentare) e retribuzione».
Dagli ultimi monitoraggi, aggiunge Favia, «emerge che i premi vengono dati a tutti i dirigenti regionali, indistintamente. Una cascata di euro pubblici che finisce, paradossalmente, anche nelle tasche di quei dirigenti condannati per lo scandalo che ha portato alla caduta della giunta regionale. Un circolo vizioso da stoppare, «altro che congelare i contratti di chi ogni giorno, come le forze di polizia o i vigili del fuoco, svolgono il proprio lavoro per e nell'interesse di tutti».
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