Provincia, Fdi-Gol insieme contro la lista dei sindaci
Il mancato accordo nel centrodestra per i seggi provoca una lacerazione Malaguti promette battaglia: «Non ci hanno nemmeno preso in considerazione»
A quanto pare non si presenterà una sola lista alle elezioni del 29 settembre, quando sindaci e consiglieri comunali dei 24 comuni eleggeranno il nuovo consiglio provinciale e il nuovo presidente. Fratelli d’Italia e la civica Gol stanno raccogliendo le firme necessarie - ne servono 18 da rastrellare tra i vari consigli comunali - per dare vita una lista che non punta certa a vincere, ma a guastare i piani del listone che vede insieme Pd, forze di centrosinistra, Fi, Lega Nord e M5S: difficilmente l’insolita coalizione potrà eleggere tutti i 12 candidati. Nella peggiore delle ipotesi l’alleanza destro-civica conta di fare un consigliere, ma ritiene alla portata anche il secondo: l’obiettivo è portare in consiglio provinciale Francesco Rendine (leader di Gol) e un rappresentante di Fdi.
Fdi, e di conserva Gol, hanno reagito a un accordo che li aveva tagliati fuori. «Non ci hanno mai preso in considerazione, non ci hanno mai nemmeno chiamato - tuona Mauro Malaguti (Fdi) - mentre avremmo avuto diritto a un rappresentante visto che avevamo un nostro consigliere provinciale. La lista unica avrebbe assunto un reale valore amministrativo se rappresentava tutti, non è così, è il frutto di accordo politico che esclude alcune forze e allora il 29 ci sarà una competizione politica». La protesta è indirizzata innanzitutto al campo del centrodestra.
L’accordo per formare la cosiddetta “lista dei sindaci” (9 su 12 sono sindaci, dieci con Tagliani presidente) è nato con l’intento di evitare una bagarre tra i partiti per tre motivi; il primo è legato alla natura delle elezioni, cioè al fatto che non votano i cittadini ma i solo i consiglieri comunali, il che depotenzia politicamente l’ente Provincia: il secondo motivo è che era scontata la vittoria del centrosinistra che ha più consiglieri comunali.
Restava solo da trovare un punto di equilibrio in base alle forze in campo e un criterio. Il criterio è stato quello di costituire un organo espressione del territorio prendendo come riferimento i sindaci; l’equilibrio è stato raggiunto assegnando 8 posti al centrosinistra, tre al centrodestra e uno al M5S. Fra i Cinquestelle c’è stata qualche perplessità per questa commistione con il mondo dei partiti, ma il sì del sindaco di Comacchio Marco Fabbri è stato decisivo per rompere gli indugi. È nel composito centrodestra che non è stato possibile accontentare tutti. Due posti erano automatici: il sindaco di Bondeno Alan Fabbri (Lega), il sindaco di S. Agostino Fabrizio Toselli (Forza Italia). Il terzo l’ha preso FI di Ferrara e così i Fratelli d’Italia sono rimasti a secco. E ora meditano vendetta insieme a Gol, che in nome del civismo punta a rastrellare consensi tra i consiglieri comunali di origine civica o che sono rimasti senza bandiere di partito da sventolare.
La lista Fdi-Gol sarà formata da 6 candidati al consiglio provinciale; non presenterà però il candidato presidente, per farlo servivano troppe firme (il 15% del corpo elettorale), mentre per la lista basta il 5%.
Marcello Pradarelli
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