La Nuova Ferrara

Ferrara

tragedia a montesilvano

Accusata di omicidio preterintenzionale

Una donna che ha vissuto a Ferrara nei guai, lite con un pensionato che le faceva avances

2 MINUTI DI LETTURA





Il tentativo di un rapporto sessuale con una donna che per anni ha abitato a Ferrara, il rifiuto e una spinta: sarebbero questi gli ultimi istanti che hanno preceduto la morte per infarto di Donato Pangiarella, il 74enne di Spoltore (Pescara) trovato accasciato in ascensore nel pomeriggio di sabato in una palazzina in via Cerrano a Montesilvano, una traversa di corso Umberto. È stata una ferita alla testa dell’uomo, dirigente nella società Spoltore calcio, a insospettire gli inquirenti così, avviate le indagini, i carabinieri hanno iniziato a raccogliere le testimonianze e sono arrivati a un’inquilina della palazzina: una nigeriana di 33 anni di nome Happy Ayegbeni che, ieri mattina, ha lasciato la caserma dei carabinieri per essere portata nel carcere femminile di Chieti con l’accusa di omicidio preterintenzionale. La donna, un ambulante arrivata a Ferrara nel 2006, è stata sottoposta a fermo a causa del pericolo di fuga e portata in carcere. Oggi il pm Giampiero Di Florio chiederà la convalida dell’arresto e il gip deciderà. È stata la ferita alla tempia sinistra del pensionato a fare da guida ai carabinieri. Il primo contatto tra i due, sempre secondo il racconto di lei, sarebbe avvenuto casualmente in un supermercato di Montesilvano. Pangiarella, vedendo la nigeriana con la spesa e con le casse di acqua, si sarebbe offerto di aiutarla a portare quel carico e ad accompagnarla a casa. La donna avrebbe accettato l’aiuto e, così, i due sarebbero saliti nella macchina dell’uomo per raggiungere la casa della nigeriana al quarto piano del palazzo in via Cerrano. La casa è stata sequestrata insieme all’ascensore. Una volta all’interno dell’appartamento, il pensionato avrebbe chiesto di poter utilizzare il bagno e, una volta uscito – sempre secondo l’interrogatorio della nigeriana – avrebbe tentato un approccio con la 33enne prendendola di spalle: la donna l’avrebbe rifiutato e, per allontanarlo, l’avrebbe spinto. L’uomo, a quel punto, sarebbe caduto sbattendo la testa contro un angolo di un mobile. Eppure, sempre secondo la ricostruzione della donna, l’uomo si sarebbe rialzato e, barcollando un po’ ma cosciente, sarebbe riuscito a raggiungere l’ascensore e a premere il pulsante del piano terra. È stato un condomino a scoprire il corpo di Pangiarella.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google