Richetti e Bonaccini indagati per le spese pazze in Regione
Pd nel caos in prospettiva primarie.
Matteo Richetti, il deputato Pd che oggi si è ritirato dalla corsa per le primarie del centrosinistra, risulta indagato nell'inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dell'assemblea legislativa regionale di cui è stato anche presidente. Stessa situazione anche per Stefano Bonaccini che invece continua nella sua corsa alla Regione.
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A quanto filtra da ambienti politici- come riferisce l’agenzia Ansa - nei giorni scorsi alcuni esponenti del Pd si sono recati in Procura, attraverso i propri avvocati, a fare istanza ex articolo 335 per sapere se ci sono procedimenti a proprio carico e tra questi, appunto, Matteo Richetti, assistito dall'avv. Gino Bottiglioni, che lo ha visionato e ha fatto richiesta di avere copia degli atti.
Nessun commento nè conferma arriva dalla Procura, per mezzo del procuratore aggiunto e portavoce Valter Giovannini.
«La rinuncia alla candidatura alle primarie non è assolutamente legata all’indagine per peculato». Lo dice invece Gino Bottiglioni, legale di Matteo Richetti, confermando che il suo assistito, oggi parlamentare Pd, è coinvolto nell’inchiesta della Procura di Bologna per le spese pazze in Regione: «La decisione - conferma - è politica». Questa mattina l’avvocato Bottiglioni ha verificato l’esistenza del procedimento a carico di Richetti, «che peraltro era nell’aria, ma non si può per ora sapere con certezza se riguardi la questione delle auto blu».
Il nome di Matteo Richetti compare nell’esposto presentato da Andrea Defranceschi, del Movimento 5 Stelle, sulle auto «da casa a casa» nel periodo in cui era stato presidente dell’assemblea regionale, cioè fino al 2012.
Stefano Bonaccini, come detto non si ritira: «Ho appreso poco fa - scrive in una nota - che la Procura sta svolgendo accertamenti anche sul mio conto e ho già comunicato, attraverso il mio legale Prof. Manes, di essere formalmente a disposizione per chiarire ogni eventuale addebito. Confido di poter dare al più presto ogni opportuno chiarimento».
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