Si torna in mare ma il pesce scarseggia
Porto Garibaldi, i pescatori gettano le reti e ieri pomeriggio c’è stato il primo “tocco” della nuova stagione al mercato ittico
PORTO GARIBALDI. Dopo ben 42 giorni di fermo obbligatorio per consentire il ripopolamento dei fondali, i pescherecci della marineria di Porto Garibaldi nella notte tra domenica e lunedì, sono tornati in mare a calare le reti. All’apertura del mercato ittico ieri pomeriggio con il classico tocco, che ha dato il via al turno di vendita del pescato, dai commenti dei pescatori è trapelata ancora forte preoccupazione per la scarsità di pesce che tempo sta incidendo sulla crisi del settore. «Sono stato in mare da mezzanotte alle 8 – ha detto Martin Finottelli – e al mercato sono riuscito a portare 12 casse di triglie e 10 di canocchie. Poca roba». Mentre i pescatori continuano a lamentare i mancati rimborsi del fermo pesca dello scorso anno, qualcuno, come Giuseppe Rinieri, ricorda che oltre alla scarsità del pescato bisogna prestare massima attenzione alla pezzatura, «perché non possiamo vendere triglie sotto-dimensione, mentre gli sgombri, anche se se ne vedono ancora pochi devono misurare 20 centimetri e quelli più piccoli vanno scartati, per evitare multe anche da 2 o 3mila euro». Andrea Fogli è un giovane pescatore che assiste per la prima volta al tocco, dato che la sua barca, la Canavin, è l’ultima entrata a far parte della flotta di Porto Garibaldi. «Speriamo che almeno i prezzi all’asta siano buoni», commenta Andrea. Stefano Mangherini è il secondo marinaio imbarcato sul Nicola Palanca, il peschereccio di Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca, che ammette «noi usciamo in mare stanotte e oggi sono qui a vedere come procede l’asta. Possiamo pescare dal lunedì al giovedì per 60 ore settimanali complessive». Nel via vai delle casse di pesce in arrivo, pronte per essere collocate sul rullo trasportatore, tra le tante triglie e canocchie, spunta un piccolo squalo, conosciuto come cagnolo o palombo, destinato a grigliate e brodetti. Rolando Farinelli del peschereccio Bosga ricorda che «durante il fermo pesca ci siamo occupati della manutenzione delle barche, facendo collaudi e verifiche meccaniche, ma anche tenendo in regola la documentazione di bordo». Ieri pomeriggio si sono viste 2 casse in tutto di gamberi e calamari, pochissime sogliole e qualche mazzola. «Le canocchie hanno una buona pezzatura – ha fatto notare Michele Farinelli - le sogliole si aggirano sull’etto e mezzo e sono nella norma per questa stagione, ma è solo la quantità a scarseggiare».
Katia Romagnoli
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