Vanno ripresentate le domande per la casa
Con il nuovo regolamento di edilizia residenziale pubblica, in vigore dalla primavera, chi va alla ricerca di una casa popolare è chiamato a fare anzitutto una cosa: entro il 30 settembre deve...
Con il nuovo regolamento di edilizia residenziale pubblica, in vigore dalla primavera, chi va alla ricerca di una casa popolare è chiamato a fare anzitutto una cosa: entro il 30 settembre deve ripresentare la domanda all’Asp. Autocertificazione cui tutti devono ottemperare, tranne coloro che l’hanno sottoscritta sui nuovi moduli dall’inizio di luglio in poi. La pratica non costa nulla perché è a tutti gli effetti una conferma di richiesta, ma è indispensabile se si vuole figurare nella graduatoria, la ventisettesima, che sarà compilata alla fine dell’anno. «Le novità – spiega l’assessore ai servizi alla persona, Chiara Sapigni - rispetto al regolamento precedente sono sostanziali e sicuramente produrranno delle modifiche di una certa importanza sulle graduatorie. Ecco perché dover riformulare le domande». Una pratica a cui si sono sottoposti in pochi fino a questo momento. «In luglio e agosto – dice Fabrizio Samaritani, responsabile Ufficio abitazioni dell’Asp - venivano a chiedere informazioni anche 30-40 persone al giorno. Al momento, tuttavia, dei circa 1.900 richiedenti presenti in graduatoria soltanto 154 hanno riconfermato e sono 62 le nuove domande». Con le nuove regole a mutare sono le condizioni di punteggio necessarie per calcolare la posizione in lista d’attesa: alcune di queste sono norme che si adeguano a quanto previsto dalla legge regionale. Rilevante il concetto innovativo di storicità della presenza in lista, ossia da quando si è presentata domanda: verrà aggiunto mezzo punto per ogni anno fino a un massimo di cinque punti. Premiate poi le giovani coppie: sotto i 35 anni, sposati o conviventi da almeno due e uno dei componenti residente a Ferrara da tre anno, si ha diritto a 15 punti. Occhio che c’è la possibilità di vedersi sottratti dei punti (cinque, recuperabili progressivamente se ci si mette in regola) in caso di morosità se si è assistiti con alloggio di emergenza. Ma non basta: chi è stato dichiarato decaduto dall'assegnazione (o è stato sfrattato) non può presentare una nuova domanda di Erp per due anni o, in caso di morosità, finché questa persiste. Il Comune ha pensato poi a una sottograduatoria per la collocazione in Erp dei nuclei la cui abitazione è stata lesionata dal terremoto. Nel territorio comunale sono circa 3.300 le case popolari (se ne liberano circa 100-120 ogni anno) e oltre duemila i nuclei familiari in lista d’attesa. Il nuovo regolamento è stato redatto consultando attivamente i sindacati degli inquilini Sicet, Uniat e Sunia. Soddisfatta Paola Poggipollini (Uniat) e anche Galileo Goretti (Sunia), “forse per la prima volta sono d’accordo col Comune”, ammette.
Fabio Terminali
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