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“Buco” di un milione e mezzo, è polemica

È un attacco frontale, quello delle opposizioni portuensi, all’indomani della doccia gelata, ossia la delibera della Corte di Conti nella quale non vengono ritenuti idonei i «provvedimenti correttivi...

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È un attacco frontale, quello delle opposizioni portuensi, all’indomani della doccia gelata, ossia la delibera della Corte di Conti nella quale non vengono ritenuti idonei i «provvedimenti correttivi alla grave irregolarità riscontrata nella gestione contabile delle anticipazioni di tesoreria sul rendiconto 2011».

Il “buco” nel bilancio comunale è di oltre un milione e mezzo, «il 16% del totale delle entrate», rilevano Giovanna Stefanelli (Lega Nord), Enrico Guidi e Giuseppe Colombarini (I Portuensi) e Roberto Badolato (Per Portomaggiore), chiarendo che «non è stato indicato nel consuntivo l'esatto ammontare dello scoperto di conto corrente tenuto dal tesoriere (allora la Cassa di Risparmio di Ferrara), per un importo pari ad € 1.569.094,51 ».

Le opposizioni denunciano anche il ritardo con cui il consiglio comunale è stato messo al corrente della grave situazione, quasi due mesi dopo la notifica della Corte, e sottolineano che le conseguenze della delibera sono «il blocco dei programmi di spesa per l'importo di € 1.569.094,51. “Tale preclusione dei programmi di spesa trova attuazione fino all'approvazione da parte del consiglio comunale delle misure necessarie a ripristinare l’equilibrio finanziario" recita la Corte dei Conti. In tale ottica si possono leggere il lento procedere degli sfalci dell’erba sulle strade di Portomaggiore, il blocco dei lavori del cantiere di Ripapersico (aperto e subito chiuso, una bella presa in giro), eccetera».

Rilevando la difficoltà per il reperimento delle risorse necessarie alla copertura del “buco” contabile e l’inappellabilità della delibera della Corte dei Conti, le opposizioni, respingendo la lettura dell’accaduto come un mero errore contabile, rimandano al mittente le parole del sindaco «Chiederemo a tutti di prendersi le proprie responsabilità», invitando la giunta a trarne le conseguenze.

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