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Il San Giorgio punta all’olimpo

Casa del Pellegrino
Casa del Pellegrino

Avviato il percorso per la trasformazione in istituto di cura e ricerca. Ma i problemi non mancano

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FERRARA. In regione ce ne sono quattro: l’Istituto Ortopedico Rizzoli (Bologna), l’Istituto specializzato in scienze neurologiche dell’ospedale Bellaria (Bologna), l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (Meldola, FC) e l’Istituto in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia dell’azienda ospedaliera di Reggio Emilia.

La quinta casella nella lista regionale degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) dell’Emilia Romagna non è ancora occupata, ma a Ferrara c’è un pretendente.

Si tratta del Centro di Riabilitazione San Giorgio, eccellenza riconosciuta della sanità locale, da decenni punto di riferimento non solo regionale per il recupero fisico e neurologico di alto livello, fino ad oggi buon esempio locale di mobilità attiva. Il primo settembre scorso la struttura ospitata nell’ex Casa del Pellegrino, in via della Fiera, ha compiuto i 40 anni di attività.

Nelle sue stanze di degenza ha ospitato pazienti come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Gianni Bella, Beniamino Andreatta ed Everardo Dalla Noce. Non stupisce quindi che, in una prospettiva di riorganizzazione della sanità regionale in ambito di area vasta (Bologna, Modena, Ferrara), si sia pensato proprio al San Giorgio per qualificare l’offerta provinciale di servizi e ridurre il rischio, oggi più concreto che mai, che la Scuola di Medicina ferrarese possa essere assorbita nell’orbita di poli universitari come Bologna o Modena.

«Il percorso locale è stato avviato ma è chiaro che il progetto dovrà passare per il tavolo dei futuri amministratori regionali», mette le mani avanti Basaglia, in predicato per la cattedra di ordinario della Scuola di Medicina. Un salto indispensabile nella prospettiva di un’eventuale trasformazione del centro sanitario ferrarese in Irccs. Orizzonte ancora da definire, ma sostenuto da importanti sponsor locali, tra i quali figurano i vertici di Comune e università.

Proprio il sindaco Tagliani, rispondendo di recente ad alcune domande sul palco della Festa provinciale socialista di Ravalle, ha spiegato l’importanza che la promozione dell’istituto potrebbe acquisire per la provincia in una fase in cui si stanno modificando - anche per il superamento di vecchi confini amministrativi - i rapporti di forza fra i territori. «L’Irccs qualificherebbe ulteriormente la rete sanitaria locale. E se è vero che all’istituto scientifico dovrebbe essere riconosciuta una sua propria contabilità - precisa Basaglia - è anche vero che queste strutture vengono parzialmente finanziate da fondi ministeriali».

Il progetto del trasloco del San Giorgio a Cona, programmato per il 2014, è ora in stand by. Una soluzione che nelle originarie intenzioni di S. Anna e Regione avrebbe dovuto far risparmiare il canone d’affitto all’azienda ospedaliera rendendo al contempo più accessibile la struttura all’utenza ferrarese. Oggi le liste d’attesa per i ricoveri sono lunghissime, come per le visite ambulatoriali.

«Non sono stati sostituiti 6 fisioterapisti, 2 medici e 2 logopediste non più in servizio - spiega Basaglia - Negli ambulatori lavora un solo medico. Abbiamo un evidente problema di personale».

Ma non è tutto. Non è ancora diventato operativo, infatti, il piano che dovrebbe garantire livelli intermedi di assistenza riabilitativa nelle rete sanitaria locale, dove si passa dal grado più basilare (la lungodegenza) a quello più specialistico (S. Giorgio). (gi.ca.)