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Sul trasloco della giunta sarà bufera in consiglio

di Annarita Bova
Sul trasloco della giunta sarà bufera in consiglio

Comacchio, l’argomento non è l’unico all’ordine del giorno e la minoranza insorge: siamo sotto dittatura. Il sindaco: no a due sedute

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COMACCHIO. Sarà un consiglio comunale dai toni accesi, quello fissato per domani alle 19 a Comacchio. Le premesse ci sono tutte e gli animi restano caldi nonostante la pausa estiva. Tra i punti all’ordine del giorno spicca la richiesta di convocazione di consiglio straordinario presentata dal Pd, Centrosinistra per Comacchio, L’Onda, Pdl-Il Faro avente ad oggetto lo “spostamento degli uffici del sindaco e della direzione generale a Palazzo Bellini”. Quale la questione se il consiglio è stato convocato così come richiesto? «Stiamo assistendo ad un sopruso politico, siamo sotto dittatura - dice a pieni polmoni il consigliere Antonio Di Munno - Da mesi chiediamo che venga discussa la questione trasloco e nel momento in cui finalmente si arriva alla convocazione, ci troviamo davanti non ad un consiglio monotematico ma ad una serie di punti, tutti importanti, che meritano la giusta attenzione e che non possono e non devono trovare spazio giovedì». Dello stesso parere Davide Michetti dell’Onda. «La maggioranza come sempre dimostra di non voler dialogare e lo fa in maniera poco chiara. È infatti evidente che la discussione non potrà svilupparsi come avremmo voluto impedendoci in questo modo di esercitare il nostro dovere di portavoce dei cittadini che ci hanno votato». A spiegare il perché della scelta, il sindaco Marco Fabbri. «Vorrei chiarire ai consiglieri che i consigli si dividono in ordinari e straordinari. I primi sono solo quattro in un anno, gli altri vengono compresi tutti nella seconda definizione». «Mi preme inoltre sottolineare - continua Fabbri - che il consiglio è stato convocato nei tempi previsti ed essendoci stata la pausa di mezzo, avremmo dovuto convocare due sedute a distanza ravvicinata considerato che il prossimo sarebbe stato uno dei consigli ordinari (e quindi previsti per legge). Ogni seduta costa dai 600 ai mille euro, dobbiamo continuare a buttare via soldi? Non si può cercare di discutere civilmente nella stessa serata?».

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