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«È la lista dei sindaci, non dei partiti»

Si presenta Provincia Insieme. «Ma quale spartizione delle poltrone, sono sedie elettriche e poi lavoreremo gratis»

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«Ma quali poltrone, queste sono sedie elettriche». Tiziano Tagliani liquida con una battuta sussurata fra i denti l’attacco che Fratelli d’Italia ha mosso alla “lista dei sindaci” Provincia Insieme che mette insieme primi cittadini di Pd, Lega, FI, M5S e Psi. Per Fdi l’accordo null’altro è che «un inciucio politico per spartirsi delle poltrone».

Tagliani ieri mattina presentando in Castello l’inedita lista ha fornito una diversa chiave di lettura. «La lista, che si chiama Provincia Insieme, ha l’originale caratteristica di essere fortissimamente istituzionale e i sindaci ne sono il collante. Noi sindaci siamo stati eletti dai cittadini per assicurare al meglio alcuni servizi ai cittadini, a questo compito al quale siamo stati chiamati manteniamo fedeltà. I cittadini si aspettano da noi che i servizi erogati dalla Provincia continueranno a essere garantiti, sto parlando di strade, di edilizia scolastica, di pesca, agricoltura, turismo, formazione professionale».

Compito tutt’altro che facile - ha detto Tagliani - poichè già nel 2015 non sarà agevole rispettare i vincoli del Patto di stabilità, i cui parametri vanno a confliggere con gli investimenti legati alla ricostruzione post-terremoto e con quelli dell’Idrovia.

«Le nostre esperienze e provenienze politiche sono le più diverse:Forza Italia, Lega, Movimento Cinquestelle, Psi e Pd e dunque non era scontato l’approdo alla lista Provincia Insieme. C’è stato bisogno di una grande volontà da parte di tutti. Abbiamo assunto questo impegno in quanto sindaci, la partecipazione delle forze politiche è subordinata».

Tagliani ha ringraziato i colleghi (mancava fra i sindaci solo Fabrizio Toselli, che era Roma per la Cispadana) per la fiducia che gli hanno accordato come candidato presidente e ha indicato in Minarelli uno degli artfefici di Provincia Insieme.

Sulla polemica imbastita da Fratelli d’Italia è stato sollecitato un intervento da parte dei sindaci accusati di inciucio con il Pd. Marco Fabbri (M5S), sindaco di Comacchio, più che replicare per le rime ha preferito spiegare perchè ha aderito a Provincia Insieme: «Ho accettato l’invito a mettermi in gioco con grande responsabilità. Ho sorriso un po’ vedendo sui giornali la suddivisione della lista tra sindaci di centrosinistra e di opposizione, ancora di più ho sorriso leggendo che si tratta di una spartizione di poltrone, qèvist che lo facciamo gratis e forse ci rimetteremo qualcosa perchè non abbiamo diritto ai rimborsi. Ho accettato con lo spirito di mettermi a disposizione, rappresento un territorio importante e non nascondo che c’è stata anche una spinta da parte degli imprenditori del turismo, poichè vi sono importanti investimenti della Provincia da gestire e progetti da portare avanti come quello dell’Ente Parco. Abbiamo anche avuto un’estate complicata e c’è bisogno di fare sistema».

A ruota è intervenuto il sindaco di Bondeno Alan Fabbri 8Lega Nord) : «Si può fare polemica su tutto quando si vuole avere un po’ di visibilità, anche tirare fuori le poltrone. La realtà è che stiamo affrontando una difficile fase di transizione e ci sono molte cose da fare. È importante sottolineare l’istituzionalità di quello che stiamo facendo». Questa presenza dei sindaci «è un valore aggiunto per affrontare meglio una fase incerta. Se qualcuno non ha capito signifi che è ispirato da una politica che è fine a se stessa».

Chiude Tagliani: «Lo spirito della legge chiama i sindaci a farsi carico della nuova Provincia e un sindaco è sindaco anche dei cittadini che sono all’opposizione. È questo che ci ha mosso».

Marcello Pradarelli

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