«Il calo dei pasti? Non c’è stato affatto»
I sindacati contestano la richiesta di Serenissima (ristorazione all’ospedale) che chiede la cassa in deroga per i dipendenti
«Forte calo del numero dei pasti? Il direttore dell’ospedale, Rinaldi, proprio questa mattina ha smentito Serenissima. Ci ha comunicato i numeri reali e la riduzione lamentata dalla ditta non risulta. Che presupposti ci sono, allora, per la collocazione dei dipendenti in Cassa integrazione in deroga?». Sono più di 100, a Ferrara, gli addetti della società che gestisce la mensa del polo di Cona e produce e distribuisce i pasti ai pazienti dell’ospedale, del centro San Giorgio e all’ex Sant’Anna di corso Giovecca, dove è in allestimento la Casa della Salute. Tutti con il fiato sospeso, in attesa di conoscere l’esito della vertenza sindacale in corso.
La richiesta dell’azienda, che fa capo al consorzio Prog.Este, titolare del contratto di project financing che regola la gestione dei servizi non sanitari dell’azienda ospedaliera (tra cui mensa e consegna pasti), risale al 28 agosto scorso e si trova già sui tavoli del ministero che da quella data ha un mese di tempo per convocare le parti. Ma i sindacati hanno deciso di opporsi e ieri hanno indetto una conferenza stampa proprio sotto la sede della mensa, a Cona, per spiegare perché contesteranno le motivazioni della domanda di ammissione alla Cig in deroga. «Serenissima (gruppo vicentino nato a metà degli anni ’80, con una produzione di 200mila pasti al giorno, 13 società collegate e un fatturato consolidato di 260 milioni di euro, dati tratti dal suo sito internet, ndr) ha presentato le richieste per sei regioni nelle quali opera. Una riguarda “l’ospedale di Ferrara” - spiegano Marco Corazzari (Filcams-Cgil, Luca Benfenati (Fisascat-Cisl) e Giorgio Zattoni (Uiltucs-Uil) - ma nell’azienda S. Anna il calo dei pasti non c’è stato. Per i dipendenti, quasi tutti assunti con contratti part-time, l’azienda sta preparando una vera mazzata. Parliamo di persone (cuochi, addetti al porzionamento e alla distribuzione) che vengono chiamate spesso per coprire un’ora e mezza di servizio e magari abitano a 20-30 chilometri di distanza, o che quell’avanti e indietro devono farlo per tre volte al giorno per coprire l’intero orario di competenza di 4 ore e mezza». Contratti da 600 euro al mese che devono scontare i costi di trasporto (ripetuti) e che risultano già molto ‘leggeri’. «La cosa assurda è che Serenissima ha chiesto al personale di ridurre l’orario di un quarto d’ora a turno ma ha chiesto anche di prolungare i turni con lo straordinario - osservano i sindacalisti - Nel 2013 ai dipendenti sono state chieste 13mila ore di orario supplementare. Noi avevamo proposto di ripartire quelle ore in più per un terzo attraverso contratti part-time individuali, per un terzo con nuove assunzioni e per un terzo con soluzioni ‘flessibili’. Ci siamo comportati responsabilmente tenendo conto delle difficoltà (trasloco, terremoto). La risposta? Invece di nuove assunzioni tagli alle ore con richiesta di cig in deroga». «Stiamo parlando di una società certificata SA 8000 per le buone relazioni sindacali - interviene Zattoni - e non è una battuta».
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