Sorpresi con sette quintali di pesce
Campotto, cinque bracconieri fermati all’interno di un furgone. La brillante operazione della polizia provinciale
CAMPOTTO. Lle valli di Campotto, un biotopo di valore europeo inserito con la sesta stazione nel Parco del Delta del Po, non possono essere un territorio alla mercé di pescatori di frodo. Tanti i raid da parte dei ladri come testimoniano i ritrovamenti di centinaia di metri di tramagli. Una situazione che per gli addetti ai lavori, pescatori amatoriali compresi, non poteva essere tollerata ulteriormente. L’altra notte, al termine di una serie di servizi particolari finalizzati al controllo del territorio da parte della Polizia Provinciale, cinque rumeni sono stati sorpresi con le mani nel sacco. All'interno di un furgone avevano già provveduto a sistemare sette quintali di pesce messi in sacchi pronti per essere smerciati in Romagna. Inoltre, sono stati sequestrati quasi ottocento metri di rete. Il tutto è successo l’altra notte; gli agenti del comandante Claudio Castagnoli, con servizi particolari, stavano tenendo d'occhio il via e vai lungo la via Cardinala, la strada che collega Argenta a Campotto. Un servizio ad hoc perchè c'era la certezza della presenza dei bracconieri. L'attesa ha portato i frutti sperati, infatti, dopo aver chiesto il supporto della pattuglia in servizio notturno dei carabinieri, si è atteso che il furgone dei bracconieri uscisse da "Cassa Campotto" (un'area privata situata all'interno dell'oasi) e percorresse la strada pubblica. L'intervento congiunto degli agenti provinciali e degli uomini dell'Arma, ha consentito di bloccare l'automezzo. All'interno la sorpresa: c’erano cinque uomini dell'est europeo, sette quintali di pesce già insaccati e circa 800 metri di tramaglio. I cinque sono stati portati in caserma a Portomaggiore a disposizione dell'autorità giudiziaria. La brillante operazione nasce dalle continue segnalazioni che vedevano due volte la settimana, la presenza sospetta a "Cassa Campotto", un'area già visitata più volte dai bracconieri e che ha comportato nel corso di questi ultimi mesi, il sequestro di chilometri di rete. Più volte si è detto che il comportamento da parte di questi individui senza scrupoli rappresentava una sorta di sfida alle istituzioni e non a caso, nei giorni scorsi, i sindaci di Argenta, Codigoro, Comacchio, Copparo, Fiscaglia, Mesola, Ostellato, Portomaggiore e Ro hanno scritto una pressante lettera al Prefetto Michele Tortora per una maggiore vigilanza e repressione. Quella dell’altra notte è una prima risposta da parte della forze dell'ordine, ma guai abbassare la guardia in quanto situazioni analoghe vengono segnalate in altre zone della nostra provincia.
Giorgio Carnaroli
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