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Trasloco a palazzo Bellini, l’opposizione lascia l’aula

COMACCHIO. L’Aventino preannunciato dall’opposizione prima della seduta consiliare di ieri sera è consistito nell’uscita dall’aula degli esponenti di minoranza, al momento della discussione del punto...

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COMACCHIO. L’Aventino preannunciato dall’opposizione prima della seduta consiliare di ieri sera è consistito nell’uscita dall’aula degli esponenti di minoranza, al momento della discussione del punto relativo ai prospettati traslochi nel comparto Bellini. Giustificando la decisione a nome di tutta l’opposizione, Antonio Di Munno (capogruppo Il Faro-Forza Italia) ha spiegato che era stato chiesto un consiglio monotematico sull’argomento e come non è avvenuto per quello sulle valli, «noi non ci stiamo, non siamo in dittatura e pertanto abbiamo deciso di non discutere questo punto, abbandonando l’aula». Non essendo prevista una votazione a margine della discussione del punto, la seduta è proseguita con l’illustrazione, da parte del sindaco Marco Fabbri, del progetto inerente lo spostamento del museo del carico della nave romana al piano terra dell’ospedale settecentesco degli Infermi, perché « è una delibera approvata - ha sottolineato -, ma solo quella, tutto il resto è frutto di studi, ipotesi e analisi, che hanno come punto di riferimento due elementi, la piena accessibilità del museo e della biblioteca comunale e la sicurezza, visto che Palazzo Bellini necessita del rilascio della certificazione anti-incendio». Il sindaco spiegando che è in corso un confronto con la Soprintendenza per i beni culturali, allo scopo di riportare a Comacchio i reperti custoditi nei magazzini del museo archeologico nazionale di Ferrara, ha aggiunto che i 200mila euro dei quali si è parlato saranno principalmente impiegati negli allestimenti del nascente museo e solo in parte nei traslochi. Tante sono ancora le questioni da valutare sulla base di uno studio di fattibilità che riguarda i costi di mantenimento e di trasferimento dell’archivio e della biblioteca dove attualmente è ospitato il carico della nave romana, così come per gli uffici del sindaco, «perché solo di quelli si è parlato – ha stigmatizzato Fabbri – e non invece di ricavare in quegli spazi una scuola di musica».

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