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Unindustria ha deciso: fusione con Bologna

Marcello Pradarelli
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Anche Modena e Reggio nello stesso gruppo. L'alleanza territoriale ricalca lo schema dell'area vasta di Tagliani. Ora resta il nodo Camera di Commercio

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Unindustria Ferrara sottoscriverà la lettera d’intenti per avviare il percorso verso la fusione con le associazioni confindustriali di Bologna, Modena e Reggio Emilia. La cosa era nell’aria: una settimana fa Alberto Vacchi, presidente di Unindustria Bologna, aveva preannunciato l’interesse di Ferrara a entrare nel giro della via Emilia. La sortita aveva creato un certo imbarazzo a Ferrara; la comunicazione non spettava ai bolognesi, visto che una decisione ufficiale non era stata ancora presa e sulla carta era ancora in ballo l’alleanza con la Romagna.

Ora la scelta è stata compiuta. Il comitato di presidenza e il consiglio direttivo hanno avviato «il percorso di coinvolgimento degli associati che nei prossimi mesi farà emergere valutazioni ed esigenze, che guideranno il progetto di integrazione» con Bologna, Modena e Reggio. «In questi mesi - spiega il presidente di Unindustria Ferrara Riccardo Maiarelli - avevamo sviluppato un confronto proficuo anche con i colleghi delle tre province romagnole, che ringraziamo per l’attenzione e la grande disponibilità. Il loro progetto rimane certamente interessante, ma abbiamo scelto di verificare l’ipotesi di aggregazione con le associazioni emiliane perché lo riteniamo maggiormente in linea con le esigenze dei nostri associati, che sono al centro della nostra attenzione».

 

La convenienza dei soci, il tipo di prestazioni e di servizi che possono essere assicurati a seconda se ci si allea con Bologna o con Ravenna hanno sicuramente pesato molto nella scelta, ma ha contato anche l’opzione politico-istituzionale fatta da Tagliani, che ha scelto di connettere Ferrara con la Città Metropolitana di Bologna, così come hanno fatto Modena e Reggio Emilia con il patto fra sindaci siglato in piena estate. Mairelli vi fa esplicito riferimento: «L’integrazione tra province emiliane si muove, infatti, in coerenza con le scelte che in queste settimane stanno maturando sul fronte istituzionale, ma soprattutto privilegia un territorio nel quale sono presenti filiere produttive contigue alle nostre e dove, di conseguenza, le imprese ferraresi hanno sviluppato la maggior parte delle relazioni produttive e concentrano buona parte dei propri interessi». Gli associati saranno ascoltati nel giro di due mesi; entro l’anno sarà convocata un’apposita assemble a generale; a maggio si arriverà alla firma del protocollo per procedere alla fusione.

Maiarelli

Ora per chiudere il cerchio manca la Camera di commercio, un cui orientamento è atteso per la fine del mese. A chiederlo è Unioncamere Emilia Romagna, ma ad aspettarlo c’è anche Tagliani. Il sindaco parlando pochi giorni fa alla Festa Socialista di Ravalle auspicava coerenza di scelte quantomeno da parte di chi ha ruoli istituzionali: se Comune e Provincia di Ferrara stanno in un blocco territoriale e la Camera di Commercio in un altro pochi - questo il suo ragionamento - pochi comprenderebbero.

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