Dialogo chiuso, è rottura In aula scoppia il caos
Consiglio comunale bollente. La minoranza: mancanza di rispetto istituzionale Dalla pagina del Movimento: teatrino dell’assurdo, una vera presa in giro
COMACCHIO. Il consiglio comunale di Comacchio, come da tradizione, torna ad accendersi grazie anche alla viva partecipazione dei cittadini. Dopo mesi di sedute più o meno tranquille, caratterizzate da qualche “invasione” e confronti più o meno diretti, ecco che giovedì sera il probabile trasloco di alcuni uffici dall’attuale residenza municipale a Palazzo Bellini ha scatenato l’ira della minoranza (che ha lasciato l’aula) mentre Legambiente ha puntato i piedi sulla questione cementificazione. Ma andiamo con ordine, riportando la nota congiunta firmata dai consiglieri di minoranza Fabio Cavallari; Antonio di Munno; Davide Michetti; Andrea Malano; Francesca Felletti; Mod'h Kubbajed: “Quello di giovedì sera possiamo considerarlo, senza possibilità di smentita, come l’ultimo atto della mancanza di rispetto istituzionale che l’amministrazione comunale ha ripetutamente nei confronti dei partiti di opposizione e di quanti, a vari livelli, non siano in linea con il dogma grillino. Con l’aggravante che, dopo il nostro allontanamento dall’aula, è venuto meno il numero legale necessario per la continuazione della seduta, confermato in seguito dal segretario comunale, non prima d’aver assistito al recupero in zona cesarini del grillino mancante”. “Avevamo chiesto un consiglio straordinario monotematico, nel rispetto delle 3.000 firme, per avere risposte chiare e precise in merito alla destinazione di Palazzo Bellini. Le motivazioni a difesa del diniego, portate dal capogruppo pro tempore Jesus Bellini, ci sono parse oltremodo ridicole, sempre pretestuose: «Non ho i consiglieri per 2 consigli ravvicinati». L’unica cosa che si moltiplica sono gli attacchi personali, gli sgarbi istituzionali, le battutine inappropriate sui social network che sono indice di una bassa cultura politica e di una scarsa consapevolezza del ruolo che ci si trova a ricoprire, e nel tentativo si spostare la sede deputata al confronto, per il quale siamo sempre stati pronti e disponibili. Disponibili anche a discutere le delibere portate in consiglio sui piani di sviluppo, discusse, approfondite e con proposte di modifiche migliorative respinte”. “E sorridiamo anche noi, insieme a Marco Fabbri, quando lo vediamo nella stessa lista con i sindaci di Pd e Lega Nord, “per il bene di un territorio importante e sulla spinta degli imprenditori”. Eppure a Roma il loro “Guru” questa collaborazione la chiama inciucio! E la coerenza? L’abbiamo persa? Noi no! Non accettiamo più le sviolinate sulla democrazia partecipata su cui cala l’ombra lunga dell’arroganza, mal celata dietro al regolamento del peso ponderato di ognuno di noi! Continueremo a chiedere chiarimenti e spiegazioni su questo e su ogni altro tema, sinché le argomentazioni fumose e fuorvianti - sempre mutevoli a seconda di ciò che più conviene – non diventino chiare e soddisfacenti”.
Appare invece la versione del Movimento direttamente sulla pagina Facebook. «Teatrino dell'assurdo in consiglio comunale a Comacchio. Il solito Ghitàn che sbraita con un cartello ovviamente mai privo di errori grammaticali. Marino Rizzati che gira l'aula con cartelloni e slogan per prendere in giro i consiglieri di maggioranza e la giunta, l’opposizione che ha poca Ram nei neuroni per discutere i 4 punti all'ordine del giorno, ed abbandona l'aula”. “Ma ci rendiamo conto che mai come adesso, momento cruciale nel quale si sta per vedere il frutto di mesi di lavoro dei ragazzi della giunta, occorre essere uniti come Comunità per cercare di risollevare questo territorio martoriato? Antidemocratici, clericali, queste cose non si vedevano dal ventennio, democristiani, solo alcune delle offese rivolte nei nostri confronti. Perché? Forse perché finalmente si sta giungendo, dopo troppi anni, all'apertura del nuovo Museo presso l'ex Ospedale degli Infermi? Forse perché finalmente la biblioteca sarà accessibile anche ai disabili? Forse perché riavremo i famosi reperti di Spina che Ferrara ci ha "rubato" Meglio gridare a uno scandalo che non esiste per riempire i giornali del nulla e poi non discutere nella sede opportuna. Pare strano che chi finora ha sempre chiesto "risposte agli imprenditori" non discuta nemmeno la delibera e non si presenti nemmeno alle tre commissioni convocate apposta per ridiscutere i tre punti rimandati. L'opposizione si sente offesa da questa mancanza di sensibilità da questi atteggiamenti “poco democratici”. Bene, e dire “noi non rimaniamo qui a discutere in queste condizioni” non è una presa in giro verso chi ha eletto persone che pensavano che sarebbero state rappresentate? E vista l'importanza dei temi e la voglia di non prendere una decisione, fateci un favore: evitate di parlarne ulteriormente sui giornali quando non avete nemmeno gli attributi per discuterne dove le decisioni vanno prese».
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