I banditi motociclisti accusati di undici rapine
I nuovi accertamenti: hanno colpito nel Centese, nel Modenese e nel Bolognese Nicola Di Rosalia resta in carcere, mentre Daniele Scardia è ai domiciliari
CENTO. Altre dieci rapine, oltre a quella commessa all’Acqua & Sapone di Finale Emilia. che fruttò 800 euro e per cui erano arrestati dai carabinieri. È il bilancio che hanno collezionato Nicola Di Rosalia e Daniele Scardia. Il primo, 48 anni, residente a Cento, ma domiciliato a Finale è un professionista tanto che era uscito dal carcere solo poco prima delle scorribande criminali. Scardia, 28 anni, residente a San Felice, è invece un novizio e fino all’arresto era sconosciuto alla giustizia, essendo incensurato. Il nuovo sodalizio ha spadroneggiato tra le province di Ferrara, Modena e Bologna in appena tre mesi, riuscendo a raccogliere circa 11mila euro di bottino. Ma i carabinieri di Finale li avevano messi nel mirino e dopo quasi un mese di pedinamenti li hanno bloccati ad inizio dell’ottobre 2013. La rapina all’Acqua & Sapone ha però permesso di risalire a tutti i colpi precedentemente effettuati. Nelle perquisizioni domiciliari erano infatti stati sequestrati i caschi usati durante le irruzioni, una pistola scacciacani e anche la Yamaha sulla quale viaggiavano: Scardia alla guida e Di Rosalia con la pistola in pugno. E proprio dall’analisi dei reperti si hanno avuto le riprove di quanto sospettato fin dall’inizio, ossia che a quei due potevano essere imputate altre operazioni. Scrostando i caschi era emerso come i due banditi li colorassero per essere meno identificabili, così come facevano con la moto e il serbatoio. Ma le immagini registrate e i riconoscimenti da parte delle vittime hanno consentito di chiudere il cerchio. E così il giudice del tribunale di Ferrara, che ha la competenza sul fascicolo in quanto la prima azione è avvenuta a Cento, ha accolto la richiesta di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Di Rosalia mentre Scardia resta ai domiciliari. Un atto che evita la scarcerazione per decorrenza dei termini e porta in dibattimento un faldone di prove considerate molto solide.
Le accuse, infatti, si ampliano: non più per la sola rapina all’Acqua & Sapone, ma bensì per tutte le altre 10 azioni. Avevano iniziato dal Centese dove assaltarono due distributori di benzina, fallendo invece il colpo all’ufficio postale per la reazione dei dipendenti; si erano poi “trasferiti” verso San Giovanni in Persiceto tornando a concentrarsi sui benzinai. Poi il filotto modenese: il 19 luglio due distributori, a Modena e a San Prospero, il 27 luglio l’irruzione al ristorante “Il Cenacolo” di Casumaro e il 7 settembre si erano concentrati sul Conad di Rovereto.
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