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Ora si decide sulla sua estradizione

Ora si decide sulla sua estradizione

Dopo l’arresto del fornaio-omicida di Porotto, ieri la convalida della sua cattura

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E adesso si deciderà sul suo futuro, se riportarlo in Colombia per scontare la condanna ad una pena di 35 anni per omicidio. Ieri per Wilson Ramirez Echeverry, colombiano di 36 anni che da 15 vive e lavora a Ferrara, a Porotto, come fornaio, i giudici della Corte d’appello di Bologna (competenti per il mandato di cattura internazionale) hanno convalidato l’arresto provvisorio (quello che lo ha portato in cella nei giorni scorsi) e hanno confermato la sua detenzione in carcere a Ferrara.

In attesa della procedura di estradizione, lunga, articolata e molto confusa dal punto di vista tecnico. Tutto dovrà partire dalla Colombia, con una richiesta di estradizione che vada inoltrata al Ministero di grazia e giustizia italiano. A sua volta il ministero dovrà convalidare questa estradizione e quindi aprire il procedimento, contro cui le difese potranno fare opposizione: «Stiamo studiando le carte - spiegava ieri il legale del fornaio-omicida, Gianluigi Pieraccini - per valutare se siano stati rispettati i principi giuridici e la procedura. Stiamo anche valutando la richiesta di arresti domiciliari, visto che per il mio assistito non ha mai tentato di fuggire». Wilson uccise il 5 aprile del 2007 a Medellin, Jorge Torres con un colpo di pistola alla testa ed è stato condannato a 35 anni di carcere.

Sentenza definitiva che ha portato l’Interpol ad accogliere il mandato di cattura internazionale spiccato dalla Colombia che ora dovrà formalizzare la richiesta di estradizione.

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