Forzisti contro Fdi per il seggio regionale
Cimarelli: non siamo inciucisti, Malaguti lo dice per farci concorrenza. Presidenza, c’è anche Toselli
FERRARA. È cominciato nel centro destra ferrarese il duello per l’unico posto a disposizione, e con riserva, nel prossimo consiglio comunale.
Così in Forza Italia s’interpreta l’attacco di Mauro Malaguti (Fdi) all’accordo per il listone unico in Provincia, corredato dai sarcastici appellativi di “compagno” al responsabile forzista Luca Cimarelli.
«Ho cercato una polo rossa a casa ma non ne ho - ha risposto per le rime Cimarelli - Se vogliono fare un dispetto a me personalmente perché sono un competitor, ci può anche stare, ma bisogna lasciare fuori il partito: siamo tutto tranne che inciucisti».
Il coordinatore forzista ha precisato di «non aver ancora presentato il curriculum alla segreteria regionale», ma di dubbi sul fatto che guiderà lui la lista azzurra non ce ne sono. Fabrizio Toselli «è escluso», ha precisato Cimarelli, lanciando invece la candidatura del sindaco di Sant’Agostino per la presidenza della Regione: «È in grado di unire tutto il centro destra. Ci possono essere problemi con il Pd con il quale è alleato in Comune? Fabrizio ha dato la sua disponibilità a fare il suo nome alla segreteria regionale, ci sono solo consiglieri uscenti e invece è importante che siano rappresentati gli amministratori sul territorio».
Difficile che Toselli passi, ma uno stop eviterebbe guai nella giunta santagostinese dove il vice è Simone Tassinari, dei comitati Balzani per le primarie Pd.
La versione di Forza Italia sull’accordo per il listone unico in Provincia è la seguente: «Queste elezioni non chiamano in causa i cittadini, votano i consiglieri comunali per un organo puramente amministrativo, che durerà forse pochi mesi, senza gettoni e anche con l’obbligo di coperture assicurative e spese di viaggio a carico degli eletti. Se non avessimo fatto l’accordo - sono i calcoli di Cimarelli - una ipotetica lista di centrodestra avrebbe preso 1-2 consiglieri, 1 la Lega e 1 M5S. In nessun caso Fratelli d’Italia avrebbe portato a casa il seggio, è matematica. Del resto, questa formazione ora grida all’inciucio solo perché è stata esclusa, se gli veniva accordato un seggio andava tutto bene. E poi si è alleata con Rendine, che un giorno di definisce nuova destra, l’altro raccoglie firme per Balzani e sempre fa il civico».
La difesa del profilo di alternativa al Pd è toccata a Vittorio Anselmi e Matteo Fornasini. «In questi cento giorni in consiglio siamo stati responsabili ma intransigenti - ha scandito il capogruppo - tanto che il sindaco Tagliani è stato sprezzante e sgradevole con noi in occasione, ad esempio, il dibattito sulle alleanze, che noi riprenderemo, assieme a proposte come uno Sbandierodromo per il Palio».
«In questi 100 giorni siamo stati presenti, a differenza di qualcun altro (Malaguti, ndr) - aveva premesso il consigliere - portando a casa risultati come l’impegno formale del vicesindaco a svuotare di uffici il Castello, del presidente Calò ad approfondire il commissione la vicenda Camelot, il sostegno alla Camera di commercio. Presto arriveranno le mozioni su grattacielo e accattonaggio molesto». (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
