La Nuova Ferrara

Ferrara

«Il 20 settembre sia come il 25 aprile»

«Il 20 settembre sia come il 25 aprile»

Radicali e Tsipras propongono la festa laica dell’anniversario della Breccia di Porta Pia, ricorrenza abolita dal fascismo

3 MINUTI DI LETTURA





Tutto in quelle piazze. Da quindici mesi in qua, le poche decine di metri che stanno tra il portale del Duomo e piazza Municipale sono oggetto di acceso confronto. In principio fu l’Arcivescovo, che nel giugno dello scorso anno accostò la movida a un postribolo, dichiarazione a cui fece seguito la ‘Postribolo Night’ e più di recente la decisione del Comune di studiare un sistema per proteggere la Cattedrale. In mezzo la manifestazione delle Sentinelle in Piedi sul Listone e lo striscione con la scritta ‘Ferrara rifiuta l’omofobia e la transfobia’ fatto pendere giù dall’Arengo. Adesso a rilanciare sono i Radicali, Altra Emilia con Tsipras in vista del 144° anniversario della breccia di Porta Pia. «Quel 20 settembre 1870 il contesto permise di liberare Roma dal potere temporale del Papa – ricordava ieri mattina Mario Zamorani, storico esponente radicale in maggio candidato sindaco da Un’altra Ferrara –. Poi, il 2 ottobre, 40.785 cittadini votarono sì al plebiscito sull’annessione al Regno d’Italia, mentre i no furono quarantasei». È dal 1999 che i Radicali celebrano la ricorrenza, «e all’epoca partecipava anche il carissimo amico Mauro Cavallini, segretario provinciale dei Ds. Provate a immaginare se oggi il suo omologo può permettersi di farlo! Quelli là non è neanche pensabile che possano venire». Alessandro Somma, ordinario di Diritto Comparato, ci tiene a ricordare che «il 20 settembre era festa nazionale quando la laicità era considerata fondamento dello Stato, ossia fino al 1929, quando l’alleanza tra Papato e Fascismo consolidò la dittatura. Con la Repubblica non fu ripristinata, e questo è un segno dell’anomalia italiana. Il 20 settembre è una festa come quella del 25 aprile: una ci ricorda che l’antifascismo è fondativo della Repubblica, l’altra che pura la laicità lo è. Al contrario, l’atteggiamento clericale è ricordare che chi è cattolico risponde a una gerarchia diversa da quella democratica».

È un’iniziativa contro l’Arcivescovo? «No – risponde –, ma certamente lui è l’incarnazione più virulenta di questo atteggiamento premoderno: al di là delle uscite più o meno goliardiche, buone come titoli per giornali scandalistici, è un teorico della preminenza dei valori premoderni sulla laicità. Tra le opere della sua grande produzione, grande in senso quantitativo, c’è una difesa del Sillabo di Pio IX, che contiene una condanna del suffragio universale». Il programma lo espone Barbara Diolaiti. La serata si intitola ‘Aspettando la breccia’, ed è organizzata per venerdì prossimo, il 19. «Alle 18.30 aperitivo al Tiffany, alle 19.30 deposizione di corona sotto la lapide dal Volto del Cavallo». A seguire cena in piazza Municipale: strozzapreti alla carbonara, arrosto Giordano Bruno, cannoncini della breccia. C’è posto per 60 persone, costa 20 euro, per prenotare bisogna chiamare il 347 4448538. «Non sarà un momento per stare fermi in piedi come le Sentinelle, ma per alzare la testa in modo festoso» garantisce Somma.

Gabriele Rasconi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google