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CENTO

L’abbraccio dei centesi alle mille penne nere

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Commozione per l’inaugurazione del monumento e del parco Poi la partita della solidarietà con i cantanti. Oggi la sfilata in centro

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CENTO. «Alla città di Cento a perenne memoria del capitano Massimo Ranzani e degli Alpini caduti per la Patria custodi di gloria e di pace».

L’inaugurazione del giardino e del monumento agli Alpini, sono stati ieri i primi due eventi del 92º raduno sezionale Bolognese-Romagnola. Iniziativa che richiama in città oltre un migliaio di alpini, che è proseguita in serata con due concerti speciali e che culminerà oggi con la grande sfilata in centro (dalle 10).

Il monumento. Ieri nel parco di via Fabbri, uno schieramento di autorità civili e militari, il gruppo di Protezione civile di Cento, assieme ai vessilli di numerosi gruppi Alpini e provenienti da tutta Italia, dal gonfalone del Comune.

Dopo l'apertura alla scuola di Casumaro, la cerimonia al Penzale aperta con lo schieramento del vessillo della Sezione bolognese-romagnola, l'alzabandiera con l'inno nazionale, poi il taglio del nastro da parte del sindaco di Cento Lodi, affiancato dal capogruppo del gruppo Ana di Cento Glauco Maini e dal responsabile Protezione Civile Gruppo di Cento Matteo Veronesi, e l'intitolazione ufficiale del giardino degli Alpini.

Un parco adottato che ospita anche un monumento agli Alpini, non solo dedicato al ricordo ma anche da auspicio di anni di tranquillità, solidarietà e pace, simbolo di quella forza e volontà degli Alpini, messa in campo proprio durante l'emergenza post sisma.

Tolti i veli al cippo, la benedizione di don Pietro Rossi e l'intervento del presidente sezionale Vittorio Costa, del colonnello alpino del Centro Documentale di Bologna Fabrizio Ghiretti, di Cesare Lanzoni (tra i fondatore del Gruppo Ana Cento) e dei genitori del capitano Ranzani. A suo ricordo oggi sarà intitolato il gruppo alpino di Cento. Subito dopo l'emozionante cerimonia al giardino degli Alpini, nell'aula consigliare di Casa Pannini, la donazione al Comune da parte del Gruppo Ana di Ora (Bolzano). Un assegno di 1.500 euro a favore del recupero della Pinacoteca.

Nel ringraziare, il sindaco Lodi: «Una cifra importante che sarà destinata al miglioramento della Pinacoteca. A coprire i danni inferti dal sisma (quantificati in 4 milioni di euro) sarà la procedura del terremoto, ma puntiamo a rendere questo edificio ancor più moderno di prima». 

La partita di solidarietà. Tutti lo cercavano a Bologna, ma Joe Tacopina ieri era a Cento, per la gara della solidarietà 'Penne Note'. Una visita in nome dell'amicizia con Red Ronnie, allenatore della squadra 'Roxy Bar' che ieri ha sfidato gli Alpini, sul campo del “Bulgarelli”. E per la solidarietà. A bordo campo, l'avvocato newyorkese, ex vicepresidente della Roma e possibile nuovo presidente del Bologna Calcio, si dice molto ottimista sull'esito della trattativa, ad oggi in corso con l'attuale presidente Guaraldi, per l'acquisto della società rossoblù.

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Una trattativa che, come spiega lo stesso Tacopina, oggi si gioca sul fronte del marketing. Un grande applauso ha accolto l'entrata in campo delle due squadre, poi l'inno nazionale e il calcio d'inizio, affidato al sindaco Lodi. Sugli spalti, tante penne nere e pochissimi centesi, mentre sul terreno di gioco cantanti e alpini si sono sfidati per divertimento e solidarietà, sempre tenendo alto il livello agonistico.

Con il commento di Guido Bonzagni e di Giuliano Monari, in campo tante occasioni gol. Netta supremazia del Roxy Bar che, proprio a metà del secondo tempo, l'ha spuntata con un gol. In squadra, Beppe Carletti e Cristiano Turato dei Nomadi, Sandro Giacobbe, Silver, Pier Davide Carone, Moreno Conficconi, Luca Sonohra, Paolo Asciolla, Simone Fornasari, Marco Serra, Thomas Grazioso, Stefano Natali, Matteo Passarella e Giorgio Nesci.

Una bella festa, all’insegna della solidarietà, impreziosita dall'arrivo di Tacopina che ha spiegato: «Nei tre anni trascorsi a Roma, abbiamo cambiato il modo di gestire il business sportivo. Un progetto che vorrei proiettare sul Bologna, un club ricco di storia, di titoli e vittorie, e anche di tifosi». Sognando di avere Marco Di Vaio nella Hall of Fame del Bologna, e se la scalata dovesse riuscire, l'avvocato italo-americano punta a «restituire la squadra alla città, facendone un progetto di comunità». E al contempo che Bologna, città di cui si dice innamorato, «sia parte integrante della sua squadra». (be.ba.)

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