La Nuova Ferrara

Ferrara

docente Unife e chirurgo

«No ai candidati delle cordate»

«No ai candidati delle cordate»

L’outsider Rubbini: oltre ai sindaci c’è altro. Guardiamo all’Europa

1 MINUTI DI LETTURA





Michele Rubbini è il vero outsider della corsa Pd alle Regionali ma lui non si considera un “intruso” tra segretari e amministratori: «Anzi, questo non può essere il partito dei sindaci, devono essere visibili le rappresentanze della società civile, delle professioni». Docente di chirurgia generale a Unife e direttore del programma territoriale di chirurgia al colon, 61 anni spesi anche a San Marino e in giro per congressi internazionali («mi dicono che sono più conosciuto a Londra che a Ferrara» scherza lui), Rubbini si era allontanato dalla politica dopo i fervori sessantottini, e ha visto nel Pd l’occasione per rientrare: «È l’unico partito in grado di sbrogliare certe matasse, e le elezioni regionali, come ha giustamente detto Patrizio Bianchi, sono un’occasione costituente». Sa di essersi inserito in uno schema, ma è proprio questo che lo stuzzica: «Sto con Bonaccini e non mi candido contro qualcuno, ma non mi piacciono le cordate, i gruppi che fanno riferimento ai capibastone. Si è visto una candidatura Ricciardelli, professionista sanitaria, messa in campo non si sa da chi senza sentire la diretta interessata. E Modonesi che arriva all’ultimo minuto ha idee e visione, o sta in quella logica?». Il suo programma: «Regione e Ferrara dentro una logica europea di eccellenze, no a quest’Area vasta della sanità».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google