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SANITA'

Ospedali di comunità La Fials vuole chiarezza

Il sindacato scrive all’azienda sanitaria e ai sindaci per un incontro urgente Il nodo del personale per le strutture di Copparo, Comacchio e Bondeno

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COPPARO. «Con quali "risorse umane" e in che tempi, si intende garantire il funzionamento dei 20 posti letto di Copparo, Comacchio e Bondeno, che prevede un organico di 9/10 infermieri e di 11 operatori socio sanitari? ».

È una delle domande che Mirella Boschetti, segretaria provinciale del sindacato Fials, rivolge ai vertici della sanità provinciale e a tutti i sindaci del Ferrarese nel chiedere un incontro urgente visto il termine della fase sperimentale degli OsCo (gli Ospedali di Comunità) di Copparo e Comacchio, oltre allo «stato dell’arte e date di attivazione« dell’Ugc (Unità Gravi Cerebrolesi) di Bondeno e dell’Hospice di Copparo.

Un incontro urgente, spiega Boschetti nella nota inviata ai vertici della sanità ferrarese e ai sindaci, necessario «a fronte delle ripetute criticità emerse durante la fase sperimentale (giugno-settembre 2014). È di ieri l'ultima segnalazione di carenza di organico, a fronte dell’incremento di ricoveri».

In più, incalza il segretario della Fials, «risparmiare denaro istituendo gli OsCo, può essere condivisibile, ma risparmiare "negli OsCo" , a spese del personale socio sanitario e infermieristico è inaccettabile. La salute e la sicurezza dei pazienti e dei dipendenti non possono prescindere dal rispetto e dal mantenimento delle necessarie dotazioni organiche e da una organizzazione del lavoro che non dia adito ad equivoci, nel rispetto della trasparenza e degli impegni presi dall’Asl».

La Fials, ricorda il segretario provinciale, «ha più volte segnalato, in questa fase sperimentale (luglio-settembre 2014) diverse criticità, legate all'ambiente e agli ausili nonché la carenza di personale già palese». Così il sindacato chiede «con quali "risorse umane" e in che tempi, si intendono garantire il funzionamento dei 20 posti letto di Copparo, Comacchio e Bondeno, che prevede un organico di 9/10 infermieri e di 11operatori socio sanitari? I soldi ci sono, sono spesi male e non a beneficio della comunità».

In più il sindacato incalza l’azienda sui motivi per «la permanenza di servizi sanitari in strutture in affitto? (Centro di Riabilitazione San Giorgio, Poliambulatorio di Montebello, ecc.) , quando Cona e il vecchio Sant'Anna e altre strutture di proprietà, sono semi vuote» e sulla necessità «di ridurre la pletora di Unità Operative e di Moduli Organizzativi, inutili e costosi che impediscono di investire sul personale del comparto dell’assistenza diretta. Non ci serve un avvocato, ce ne sono troppi, e nulla aggiungerebbe a quello che già fanno o potrebbero fare in integrazione, gli avvocati dipendenti delle due aziende».