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bondeno - cordoglio per l’operaio morto sull’a13

«Un ragazzo benvoluto da tutti»

«Un ragazzo benvoluto da tutti»

Commozione nel Quartiere del Sole e nella comunità islamica

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BONDENO. La comunità islamica di Bondeno è sgomenta, di fronte alla perdita di Radouan Damiri, 39 anni compiuti il giorno di Ferragosto, residente ormai da anni in Italia. L’operaio deceduto giovedì notte, travolto da un camion sull’A13, era dipendente della Tecopress di Dosso e viveva assieme alla famiglia in via della Pace, a Bondeno, era ben voluto da tutti: vicini di casa, colleghi di lavoro, amici del centro culturale islamico Essalam, che frequentava come gli altri connazionali del luogo. Tutti lo ricordano, nel quartiere, come «un bravo ragazzo, una bravissima persona, anche sul lavoro e la dimostrazione è che lavorava ormai alla Tecopress di Dosso da oltre dieci anni». Era una persona tranquilla, che aveva saputo farsi amare e rispettare nel Quartiere del Sole, dove viveva. Il dispiacere dei conoscenti va anche alla famiglia, alla quale il ragazzo era molto legato. Radouan viene ricordato come un uomo tutto casa, lavoro e famiglia. Sposato con Awatif Boulhassan, di 34 anni, il cittadino marocchino residente a Bondeno era originario della città di Sidi Jaber, ed aveva anche tre figli: il più grande, di 17 anni, nato in Marocco nella città natale della madre, Beni Mellal. Mentre, i due ragazzi più giovani, sono nati in Italia. Dove, appunto, la famiglia risiedeva ormai da tantissimi anni, integrata perfettamente nella comunità matildea, dove era residente, in pratica, sin dall'arrivo di Radouan e dei suoi cari nel Paese, che ora piange la sua scomparsa. (mi.pe.)

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