Incastrata la "banda del 22"
Cinque giostrai specializzati in furti con destrezza ai danni di gioiellerie. Questa mattina tre arresti e due denunce al termine di un'indagine dell'Arma di Copparo e Portomaggiore
FERRARA. La loro specialità erano i furti con destrezza ai danni delle gioiellerie. La loro era una tecnica collaudata: una coppia entrava fingendo di essere interessata a un acquisto e nel frattempo una seconda coppia di complici interveniva per distrarre il gioielliere. Così, al primo momento favorevole, uno dei ladri afferrava un "rotolo" di monili e lo faceva sparire con tanta abilità che la vittima solo troppo tardi si accorgeva dell'ammanco.
In questo modo, il 22 febbraio scorso, una banda di giostrai aveva portato via monili per 60.000 euro dalla Bottega Orafa di Portomaggiore e altri 7000 euro in oro dalla gioielleria Aguiari di Tresigallo. E' proprio da queste due denunce che è partita l'indagine congiunta dei carabinieri delle Compagnie di Copparo e Portomaggiore. Gli uomini dell'Arma, coordinati dal pubblico ministero Alberto Savino, hanno così avviato un'attività consistente in accertamenti tecnici (tra cui il vaglio delle immagini registrate dalle telecamere) che ha permesso di concentrare l'attenzione su alcuni sospettati.
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A complicare il tutto, il fatto che si trattava di giostrai caratterizzati da frequenti spostamenti, perdipiù con diversi cambi di auto. La svolta è arrivata il 4 giugno scorso, quando quattro dei cinque componenti della banda sono stati arrestati in flagranza di reato dopo aver compiuto un furto alla gioielleria Pimpinati di Codigoro. Fuori, ad aspettarli, c'erano i carabinieri. In quell'occasione i quattro erano stati processati e condannati per direttissima, e poi rimessi in libertà. Da quel momento, immaginando di essere nel mirino degli inquirenti, avevano smesso di agire insieme. E in effetti le indagini si erano intensificate, portando ad attribuire ai cinque componenti altri colpi: oltre a quelli di Portomaggiore e Tresigallo, anche un altro furto a Casalgrande (Reggio Emilia), messo a segno a gennaio, ancora una volta il giorno 22. Inoltre il giorno stesso dell'arresto, il 4 giugno, avevano tentato altri due furti a Mesola e Copparo.
Gli elementi raccolti, come hanno spiegato il comandante della Compagnia di Copparo, capitano Fabrizio Gubbiotti, e il comandante del Norm di Copparo, luogotenente Domenico Marletta, hanno permesso al pm Savino a chiedere e ottenere dal gip Silvia Marini tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite questa mattina a Gonzaga (Mantova) e Borgo Panigale (Bologna).In carcere sono finiti Alessandro Cancelli, 36 anni, nato a Siena e residente nel campo nomadi di Padova e ritenuto il capo della banda; Chantal Argentini, 22 anni, nata a Scandiano (Reggio Emilia) e residente nel campo nomadi di Parma; Anthony Piatti, 28 anni, nato a Scandiano e residente a Brescia, tutti già conosciuti dalle forze dell'ordine. In più sono state indagate a piede libero Sabrina Minguzzi, 29 anni, già arrestata il 4 giugno, e B.M., 22 anni.
Le loro foto sono state diffuse su tutto il territorio, soprattutto nel Nord Italia, dove si sospetta abbiano compiuto altri furti. Sono inoltre in corso accertamenti sul colpo, perpetrato con modalità simili il 6 settembre ai danni della gioielleria Tebaldi di Ferrara.
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