Quelle scritte deliranti contro polizia e Comune
In via del Turco sono comparse già da mercoledì scorso, ieri mattina le ultime Tra i soggetti degli anarco-writers anche Chiesa preti, suore, Digos e carabinieri
Ce l’hanno con tutti: dagli sbirri (poliziotti) ai carabinieri, dalla Digos (ufficio investigativo politico della Polizia) al Comune di Ferrara, dai preti alle suore.
Il loro dissenso (delirante) lo hanno espresso con scritte nere lungo le mura di via del Turco, per tutta la sua lunghezza da Carlo Mayr fino in centro e poi ancora sulla chiesa di San Domenico (chiusa) e sul portone, su cassonetti nella stessa zona, in via Baruffaldi. Non si tratta però di writers, bensì - come ipotizzano gli inquirenti che hanno fotografato e registrato le scritte - di persone legate all’area anarchico-insurrezionalista, per dare una patente politica alle mani che hanno vergato le scritte oppure dei ‘soliti idioti’, per essere meno indulgenti.
Ovviamente ora gli stessi ispettori della Digos cittadina hanno raccolto tutte le prove e segnalato il fatto alla questura e poi alla procura. Gli obiettivi delle invettive essendo così variegati, fanno pensare e propendere per la seconda ipotesi ma ovviamente non viene sottovalutata la galleria delle scritte. Che sono comparse già da alcuni giorni in città, le prime mercoledì mattina scorso e si sono rinnovate di giorno in giorno così come ieri mattina, con le ultime apparse in San Domenico, soprattutto quelle scritte con spray giallo in cui vengono presi di mira Chiesa, preti e suore. Azioni di questa portata non sono nuove in città. In passato gli obiettivi erano stati anche giornali e giornalisti, e le forze dell’ordine. Le indagini aperte ogni volta non hanno mai portato a svelarne l’autore: circostanza anche questa che può far affermare gli inquirenti che si tratta di azioni sporadiche di vandali grafomani, senza fini politico-eversivi, che si attivano solo per vedere l’effetto che fa.
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