La riapertura della “Mosti” dopo le ferite del sisma
Ieri il ritorno in classe dei bambini dopo due anni di esilio, intervento da 1,530 milioni Il commissario Bertelli: nessuno dei 18mila studenti sfollati ha perso un giorno di scuola
Non è stato un taglio del nastro come tanti, e non solo perché né di tricolori né di forbici si è vista l’ombra, sostituiti dall’allegro vociare dei bimbi e dai palloncini liberati in aria per l’occasione. La riapertura delle scuole elementari Ercole Mosti di via Bologna, piuttosto, è l’ennesimo passo compiuto in direzione della normalità post sisma: due anni dopo le scosse del maggio 2012, che avevano inferto alla struttura ferite profonde, i piccoli studenti (162 per l’esattezza) ieri mattina sono potuti tornare sui banchi di un edificio completamente rinnovato. «È stata fatta una vera acrobazia in termini di tempo – ha detto il sindaco Tiziano Tagliani – per soddisfare l’obiettivo di riaprire oggi la scuola. Traguardo raggiunto grazie a una convergenza di intenti e ringrazio in particolare le maestre e i collaboratori scolastici». Anche il preside Stefano Gargioni ha parlato di un grande lavoro di squadra, mentre Aldo Modonesi si è esercitato in un immaginario appello ricordando tutti coloro che si sono prodigati «nei lavori che ci hanno consegnato una scuola d’eccellenza sotto tutti i punti di vista, anche per ciò che concerne gli interventi antisismici e antincendio». L’intervento è costato complessivamente un milione e 530mila euro, di cui un milione e 200mila derivanti dai fondi riservati al dopo sisma. «Il 20 maggio del 2012 – ha ricordato Alfredo Bertelli, commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto – avevamo qualcosa come 18mila studenti senza la propria scuola in tutta la regione, e nessuno di loro ha perso un giorno. Sono stati più di 90 gli edifici ricostruiti che siamo riusciti ad aprire». Il suono della campanella ha dato il via alla pacifica e festosa invasione della nuova Mosti da parte dei bimbi delle sette classi (la struttura può ospitarne fino a dieci). Alla cerimonia erano presenti anche l’assessore alla pubblica istruzione Annalisa Felletti, il responsabile dell’Istituzione Scuola Mauro Vecchi, dirigenti e funzionari comunali capitanati dall’ingegnere capo Fulvio Rossi, i responsabili delle ditte operanti sul cantiere. Ora si attende l’apertura delle nuova materna Aquilone in viale Krasnodar: la data ipotizzata è il 6 ottobre. Qualche problema c’è stato soprattutto per ciò riguarda le parti esterne, dopo i tanti giorni di pioggia (ben 55) degli ultimi mesi. Tuttavia anche lì il conto alla rovescia è prossimo a concludersi.
Fabio Terminali
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
