MA QUEL PIANO SEGRETO FA UNA BOLLA
Calò disse: «Perché il peso di quelle preferenze lo sento tutto. Vuol dire che cittadini e associazioni stesse hanno investito sulla persona e sarà la persona stessa che dovrà lavorare e dare le...
Calò disse: «Perché il peso di quelle preferenze lo sento tutto. Vuol dire che cittadini e associazioni stesse hanno investito sulla persona e sarà la persona stessa che dovrà lavorare e dare le giuste risposte». Calò è in riscaldamento (qualcuno vocifera che minacci di lasciare la presidenza con un ultimatum a gennaio), mentre Modonesi rientra in campo. Fuori campo invece si muove il segretario provinciale Paolo Calvano, di diritto candidato al consiglio regionale, che improvvisamente s’è visto ingombrare il rettilineo verso Bologna da Modonesi (col peso specifico del suo ampio consenso in città). Oltre a un sospiro di sollievo alla lettura della lettera-pronunciamento di Tagliani che ha congelato ogni pulsione, probabilmente Calvano ora sa che qualcosa a Modonesi deve. A questo punto l’eventuale decollo dell’assessore verso un assessorato regionale potrebbe essere prevedibile fra un paio di mesi. Guarda caso il sindaco Tagliani ha normalizzato la situazione, si terrà per un po’ di tempo la delega di Marattin, nell’attesa degli esiti bolognesi. Aggiungo che a breve Tagliani diventerà il capo della Provincia, e così si comprende questa sua assunzione del ruolo di garante, è già nella parte e tiene insieme i pezzi. Lo si intuisce dal tono e dalla soluzione della sua lettera-pronunciamento. Quella di Modonesi sarebbe una bolla consapevole.
Stefano Scansani
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