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Ripresi scavi e ricerche alla Terramara di Pilastri

Ripresi scavi e ricerche alla Terramara di Pilastri

Ha preso il via ieri la nuova campagna archeologica sul sito dell’Età del Bronzo Il Comune di Bondeno ha rifinanziato anche gli interventi per i prossimi anni

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PILASTRI. Secondo l'amministrazione, per stessa ammissione del sindaco Alan Fabbri, il sito archeologico di Pilastri «rappresenta uno dei più interessanti dell'intero territorio regionale, con le potenzialità per attirare decine di migliaia di visitatori, come accade nel Modenese, in un sito analogo, ed ha avuto il merito di puntare i fari del mondo della cultura e della scuola sul territorio matildeo». Certo è che il Comune ha già rifinanziato per i prossimi anni la ripresa degli scavi nel sito dei Verri, dove si sono rinvenuti importanti reperti dell'Età del Bronzo, e un insediamento di Terramaricoli tra i più rilevanti.

Da ieri mattina, sono pertanto ripresi gli scavi, coordinati dalla Soprintendenza, con la presenza di Valentino Nizzo, ad ai quali stanno collaborando il Gruppo Archeologico di Bondeno, le scuole, la polisportiva di Pilastri e varie realtà del volontariato.

Presenti all'appuntamento anche l'assessore comunale alla scuola, Francesca Poltronieri, e la nuova direttrice didattica dell'istituto comprensivo, Stefania Borgatti.

In una settimana di meteo favorevole, come quella appena iniziata, gli scavi ripartono dalle prime considerazioni emerse dalla relazione prodotta dalla stessa Soprintendenza ai beni archeologici regionale.

«La campagna di scavi del 2013 - riporta la relazione a cura del dottor Alberto Balasso - si prefiggeva due obiettivi: una migliore definizione dell'area del sito e la verifica dello stato di conservazione e le sue potenzialità in divenire. Esistono oggi dati visivi e tangibili di un sito arginato, con relativo fossato perimetrale, esteso per circa 80 metri. La presenza di strutture abitative - si apprende - di aree probabilmente a destinazione artigianale, e di importanti strutture perimetrali, che confermano che ci troviamo di fronte ad un sito terramaricolo e di tipo arginato, strutturato al suo interno».

La relazione riporta varie immagini dei reperti: tra i più rilevanti, una ciotola carenata in buone condizioni di conservazione. Senza contare che si sono rinvenuti anche «notevoli oggetti in bronzo, in corno ed osso animale lavorato».

Nel complesso, benché il sito terramaricolo di Pilastri si connoti tra quelli di piccole dimensioni, esso si presenta integro e ben conservato. «In questo senso, offre un potenziale enorme - conclude Balasso - che siti ben più imponenti spesso non hanno permesso di restituire». (mi.pe.)

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