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La discarica Crispa cambia

La discarica Crispa cambia

Nelle prossime settimane l’innovativo intervento per la completa sistemazione del primo lotto

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JOLANDA DI SAVOIA

. Mancano poche settimane all’avvio delle operazioni di landfill mining al polo Crispa, impiantistico di trattamento e smaltimento dei rifiuti a Jolanda di Savoia, di proprietà di Area spa. In pratica l’intervento consisterà nell’asportare i rifiuti tramite escavazione, sia per recuperare i vecchi volumi della discarica sia per renderli disponibili a un nuovo utilizzo

Per presentare il progetto, Area ha scelto RemTech, Salone delle Bonifiche e della Riqualificazione del territorio (a cui Area partecipa nello stand 7, nel Padiglione 3) che si tiene a FerraraFiere da oggi a venerdì. Oltre ad uno stand tematico sul progetto, Area ha organizzato per domani alle 9.30 (sala C) un workshop dal titolo “Recupero di materia da discariche esaurite: il landfill mining”. Interverranno il nuovo presidente dell’azienda Gian Paolo Barbieri, il direttore Raffaele Alessandri e la dirigente della Provincia di Ferrara Paola Magri.

L’intervento si inserisce nell’articolato piano industriale voluto dai soci nel 2010, che prevede diversi progetti impiantistici, già autorizzati tramite Aia dalla Provincia di Ferrara, «oltre ad un epocale cambiamento nel sistema dei servizi - ribadisce la società - con il passaggio in tutti i comuni soci dalla raccolta a cassonetti al metodo porta a porta».

Il landfill mining interesserà il primo lotto di discarica del polo Crispa, il più vecchio, progettato nel 1982 e coltivato tra il 1987 e il 1990. I lavori consisteranno nella rimozione dell’intero cumulo e nella successiva ricostruzione, nello stesso luogo, di un nuovo impianto di smaltimento con caratteristiche costruttive in linea con le più recenti normative in materia.

«Un intervento - evidenzia Area, spiegando le finalità dell’operazione - che da un lato consentirà di mettere in completa sicurezza un sito che oggi è parzialmente privo di presidi geologici di fondo, in quanto la normativa dell’epoca non li prevedeva, dall’altro permetterà di recuperare volumi e materiali, principalmente terreno e inerti».

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