Lavori finiti in due settimane
SAN BIAGIO. Se il maltempo non ci metterà lo zampino, tempo 15-20 giorni e i lavori di messa in sicurezza del fiume Reno a Ponte Bastia, saranno ultimati. La rassicurazione è giunta ieri mattina...
SAN BIAGIO. Se il maltempo non ci metterà lo zampino, tempo 15-20 giorni e i lavori di messa in sicurezza del fiume Reno a Ponte Bastia, saranno ultimati.
La rassicurazione è giunta ieri mattina direttamente sull’argine del fiume Reno quando Ferdinando Petri, massimo responsabile dell'ex genio civile della Regione, ha incontrato i sindaci Antonio Fiorentini (Argenta), Mauro Venturi(Alfonsine) e Paola Pula (Conselice). Da lunedì infatti, un escavatore ha iniziato l'intervento grazie al finanziamento di 190 mila euro prelevati dai capitoli della “somma urgenza”.
«L'intervento non era rimandabile - ha tenuto a spiegare l'architetto Petri - anzi, andava iniziato prima ma per problemi tecnici ed economici siamo ad oggi. La situazione è di particolare gravità là dove c'è stata un'erosione continua e pericolosa per la stabilità degli argini. Un'erosione che non è altro che la conseguenza imposta dai vincoli ambientali delle Sic/Zps, che, purtroppo, non ci consentono di intervenire ma ciò facendo si mette a rischio la sicurezza idraulica».
Recandosi al centro del ponte Bastia, presenti le delegazioni comunali, Petri ha illustrato l'intervento che prevede il taglio delle vegetazione a monte e a valle per una lunghezza di 5-600 metri, la bonifica degli ordigni, poi la riprofilatura della golena e la posa di massi ciclopici in quella pericolosa ansa golenare che si è venuta a creare a ridosso dell'argine sinistro.
Per quanto riguarda poi i motivi di questi cedimenti della golena, Petri ha spiegato che i tronchi caduti in acqua, ruotando nei vortici, picchiano nelle golene come un martello pneumatico indebolendone la struttura. Se a questo si aggiunge la violenza della corrente, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Tornando all'intervento, questo riguarderà la parte più pericolosa proprio quella che guarda verso S.Biagio-Filo. La legna verrà portata alla centrale di Bando e alla richiesta di chi dovrà togliere la diga di legna che si è nuovamente formata fra i piloni, Petri è categorico: «La legge parla chiaro è l'Anas. Non esistono interpretazioni». Il sindaco Antonio Fiorentini si è dichiarato soddisfatto per il risultato raggiunto grazie anche al continuo pressing fatto a più mani sull'assessore Regionale Paola Gazzolo. (g.c.)
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