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«San Romano nel degrado tra incuria e sporcizia»

«San Romano nel degrado tra incuria e sporcizia»

Un gruppo di negozianti esasperati chiede al Comune di intervenire «Scritte sui muri, cani senza guinzaglio e troppe auto. E l’assessore dov’è?»

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Soffitti dall’intonaco annerito, cadente o ricoperto di ragnatele, fili elettrici penzolanti, colonne un tempo bianche e ora bicolori, pavimenti inscuriti e coi chewing-gum appiccicati. Dietro le saracinesche di un ex negozio sfitto da tempo si sono accumulati i rifiuti; qualche civico più in là una catena sbarra l’ingresso di una porta sopra cui fa mostra di sé un cartello che parla di “restauro e risanamento conservativo”. Inizio dei lavori: 21 gennaio 2008.

Siamo in via San Romano, strada centralissima che secoli orsono veniva percorsa dai pellegrini diretti verso la Cattedrale e oggi rappresenta uno dei “buchi neri” di un centro in gran parte rimesso a nuovo. Un nutrito gruppo di esercenti non ce la fa più, chiede al Comune di intervenire, denuncia di essere stato abbandonato.

Sono la titolare del Pepe Rosa Cristina Benini, la contitolare della pizzeria Arcobaleno Chiara Buti, la titolare del Kimso Sabrina Domenicali, Matteo Feliciano contitolare di La Cremeria, Renata Marzola proprietaria di Spazio Zero, Patrizia Simioli dell’omonima oreficeria.

La lista delle lamentazioni è lunga. «Manca la pulizia – esordisce Benini – e non c’è un solo controllo: passano cani liberi, furgoni che scaricano qualsiasi cosa a qualsiasi ora obbligando chi ha una distesa a spostare le sedie… Ma perché una via storica è stata lasciata andare così?»

Buti prosegue sulla stessa linea: «San Romano è una delle strade più belle, l’unica coi portici. All’angolo con Vignatagliata c’era l’ingresso del ghetto che i turisti vengono a vedere, e l’incrocio con via Volte è lo scorcio più bello della città. E non dimentichiamo la chiesa, con un organo del Seicento». Lei una spiegazione sul perché sia stata abbandonata ce l'ha, e parte dal fatto che sia stata una delle prime strade in cui i Cinesi hanno cominciato a rilevare negozi. «Dal momento che se ne sono insediati quattro, il Comune si è sentito di abbandonarla: l’assessore di prima – Marescotti, ndr – disse che andava lasciata perdere. Ma è come se per quattro dita in cancrena si amputasse una gamba». Le sue richieste sono limitate, «basterebbe una pulizia dei portici, oltretutto ci sarebbe più luce». Poca cosa insomma, visto che adesso manca tutto.

«Oramai di mattina non lavano più – continua Domenicali –, mentre noi dobbiamo continuare a vedere cani senza guinzaglio o addirittura gente che li porta appositamente qui a orinare o defecare. E non sono solo cani: a volte anche umani. Per non dire che in inverno ci sono extracomunitari che si mettono a vendere di tutto». Marzola insiste sul problema del traffico, «mi sto battendo come una pazza per non far passare le auto: questa è una via pedonalizzata, però tra quello che ha il pass, quello che abita in Vignatagliata, quello che vuol fare il fenomeno…». Seppur criticata, all’ex assessore viene riconosciuto di aver per lo meno incontrato questi esercenti, mentre ancora non ci sono stati contatti col successore Roberto Serra. «Eppure – concludono – per il momento basterebbe che ci vedesse».

Gabriele Rasconi