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Dopo le accuse Pizzarotti non si candiderà

Dopo le accuse Pizzarotti non si candiderà

L’associazione tra Marco Fabbri e Pizzarotti è stata immediata, su agenzie e blog, ma in realtà la posizione del sindaco di Parma, sempre sul filo della dissidenza dall’ortodossia M5S, si è fatta più...

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L’associazione tra Marco Fabbri e Pizzarotti è stata immediata, su agenzie e blog, ma in realtà la posizione del sindaco di Parma, sempre sul filo della dissidenza dall’ortodossia M5S, si è fatta più sfumata. La prima risposta di Pizzarotti agli attacchi dei grillini alla sua adesione al listone locale con Pd e Forza Italia per le provinciali, infatti, è stata una mezza marcia indietro: «Non mi candido per le Provinciali - ha detto ieri, a differenza appunto di Marco Fabbri - È stata una riflessione ponderata e doverosa. Preziosi sono stati anche i contributi arrivati dalla rete. Ciò che è stato ed è tuttora un dialogo tra 46 sindaci che rappresentano 400mila abitanti e una Provincia in emergenza, per i giornali si è trasformato in giochi di alleanze o quant’altro». Anche il sindaco di Parma, tuttavia, rivendica l’autonomia dei rappresentanti di interi territori ad agire per il bene dei rappresentati e non del movimento, «la Provincia, a differenza del passato, non dovrebbe più essere un campo di battaglia tra partiti e movimenti».

A Parma si deve fare i conti anche con il dissenso Pd al listone, mentre l’accordo ferrarese è stato contestato solo dall’M5S. Il listone, è bene ricordarlo, contiene sette nomi di sindaci e consiglieri Pd, un socialista, due forzisti, un leghista (Alan Fabbri, sindaco di Bondeno) e, appunto, Fabbri, che convergono per eleggere Tiziano Tagliani alla presidenza della nuova Provincia.

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