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Pescatori abusivi vendevano vongole non commestibili

Pescatori abusivi vendevano vongole non commestibili

Trenta le società coinvolte di cui cinque del Delta Fra i 130 indagati ci sono anche 14 ferraresi

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GORO. Commerciavano vongole, raccolte in zone inquinate e poi messe sul mercato con coperture di società. La maxiinchiesta della procura di Venezia si è conclusa e vede tra i 130 indagati globale, anche 14 ferraresi. E tra le 30 società ritenute coinvolte nell’inchiesta, cinque si trovano nel Delta ferrarese, dove si trova la sede legale o quella operativa.

C’è anche un pezzo di Ferrara negli atti di accusa della Procura di Venezia, in cui il pm Giorgio Gava, ha notifcato l’avviso di fine indagine a indagati e società. Al centro di tutto, una inchiesta di proporzioni davvero colossali, seguita dalle Fiamme gialle del reparto aeronavale della Guardia di finanza. Gli investigatori hanno lavorato con intercettazioni, ma anche appostamenti e pedinamenti, a un enorme giro di pesca di frodo. Secondo le tesi degli inquirenti infatti lo snodo fondamentale di tutto era la pesca di vongole in laguna a Venezia, in zone in cui questa pratica è assolutamente vietata, alla luce degli indici di inquinamento riscontrato in zona.

Nonostante questo divieto, tuttavia coloro che sono ritenuti a vario titolo i componenti del gruppo avrebbero pescato eccome: non solo contravvenendo a un divieto, ma anche contribuendo a mettere in commercio un prodotto inadatto. E provocando infine considerevoli danni anche all'ambiente lagunare.

Non ci sono tuttavia, nel novero degli indagati, unicamente pescatori. Compaiono infatti anche intermediari che avrebbero avuto il compito di portare le vongole pescate di frodo nei centri di stabulazione, per i trattamenti che preludono alla messa in commercio vera e propria.

Ma la Procura ritiene coinvolti anche alcuni acquirenti, non ritenuti in buona fede, anzi. Ora la parola agli accusati che potranno difendersi.

Tra i 14 indagati Filippo Bellini, di Comacchio; Eros Brugnoli, di Mesola; Paolo Bugnoli, di Goro; Matias Bulgarelli, di Bosco Mesola; Antonio Cavallari, di Comacchio; Mirko Cavallina, di Taglio di Po; Jhonny Colosimo, di Ariano Ferrarese; Fernando Conventi, di Goro; Sandro Conventi, di Goro; Luciano Di Cristofaro, di Codigoro; Volfango Mazzeo Icoresi di Ferrara; Davide Leuzzi di Massa Fiscaglia; Dario Tosetto di Ariano Ferrarese; Massimo Tosetto di Ariano Ferrarese.

Le 5 società coinvolte e accusate sono la Soc. Da.Mas Srl, con sede legale a Mesola e sede operativa Ariano Polesine; la Società Euroittica Srl, sede legale ed operativa Goro; la Società Goro Pesca Srl di Goro; Società Cooperativa Logonovo Srl di Comacchio; Società M.GI.B. Srl con sede legale Ferrara e sede operativa Bosco Mesola.

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