Bruciati 1,265 miliardi in 5 anni
L’andamento a picco del titolo con ripercussioni sulla Fondazione
Il crollo delle azioni della Cassa di Risparmio di Ferrara ha provocato una perdita di valore consistente per i risparmiatori ferraresi. In cinque anni sono stati bruciati circa 1 miliardo e 265 milioni con il passaggio del titolo da quota 40,6 euro (febbraio 2009) addirittura a 0 nella pazza giornata di mercoledì per poi risalire dopo alcuni momenti di panico generale a 3,18 nella giornata di ieri dopo la comunicazione del cessate negoziazione. Attualmente le azioni sono poco più di 42 milioni, di queste circa 23 milioni sono in possesso della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, attuale azionista di maggioranza con il 54,3% del totale delle quote, che ovviamente risulta la più danneggiata dalla svalutazione del titolo. C'è anche da considerare che nel corso del 2011 la Carife ha effettuato un consistente aumento di capitale che ha portato all'acquisto di oltre 7 milioni di nuove azioni, ad un prezzo di acquisto di 21 euro, quando il titolo valeva circa 30 euro. Sembrava un buon affare anche dal punto di vista dell'investimento e in quella occasione ci sono stati anche 5.700 nuovi azionisti che hanno sottoscritto il contratto azionario. Ma ben presto la crisi bancaria ha portato il valore ai minimi storici con numerosi risparmiatori che hanno perso molti soldi. Quando la banca è stata commissariata alla fine di maggio 2013 il titolo era a quota 8,5 euro. In alcuni casi qualche azioni ha perso anche il 90% del capitale investito ed è per questo probabilmente che si è voluto togliere anche l’ultimo indice per vedere l’andamento della banca nella fase blindata del commissariamento.
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