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Carife ‘congela’ il titolo e fa infuriare gli azionisti

stefano ciervo
Carife ‘congela’ il titolo e fa infuriare gli azionisti

Mercoledì l’home banking indicava valore 0 euro, da ieri prezzo bloccato a 3,18
Cappellari (Amici): vogliamo spiegazioni. Malucelli (Liberi): meno tutele per noi

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Anche l’ultimo faro sull’attività della Cassa di Risparmio di Ferrara commissariata da un anno e mezzo è stato spento. Da ieri, in realtà dal giorno prima a causa di un problema non ancora chiarito, è stata «sospesa l’attività di raccolta ordini relativamente alle azioni ordinarie di propria emissione», c’è scritto in una nota stringata. In sostanza, è congelata la quotazione del titolo, visto che l’unico “mercato” dell’azione Carife, non quotata, è quello che transita attraverso la banca: tra l’altro tutti gli ordini in sospeso alla data del 18 settembre risulteranno non eseguiti. «Tale decisione - continua la nota - è stata adottata dai Commissari Straordinari, tenuto conto dell’esiguità degli scambi perfezionati e del protrarsi della procedura di Amministrazione Straordinaria, che ha reso datate le informazioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della Banca a disposizione del pubblico». Nel corso dell’incontro di ieri mattina con i sindacati, i commissari hanno aggiunto qualche altro particolare, «ci hanno detto che il blocco delle contrattazioni è stato richiesto per tutte le banche commissariate» riferisce Filippo Mascina (Fabi).

Non è stato invece possibile capire come mai parecchie ore prima del blocco ufficiale, almeno a partire dal pomeriggio di mercoledì, il sito di home banking di Carife abbia restituito un’agghiacciante risposta alla richiesta di conoscere la quotazione aggiornata del titolo: valore 0 euro, perdita patrimoniale 100%. La cosa è stata notata via via da un numero maggiore di azionisti che, per tutto mercoledì, hanno cercato di ottenere una spiegazione qualsiasi, perché è chiaro che anche un’ipotizzata sospensione della quotazione non può produrre l’azzeramento del valore del titolo, ma semmai il suo congelamento all’ultimo prezzo spiccato. Qualche problema nel rendere operativa la procedura è stato ammesso anche dai commissari, ma il subbuglio è cresciuto fino a metà mattinata di ieri, quando l’home banking ha ripreso a indicare una quotazione, l’ultima: 3,18 euro. «Abbiamo chiesto spiegazioni ufficiali alla Direzione, e stiamo attendendo - rende noto Marco Cappellari, presidente degli Amici di Carife - Vogliamo sapere i motivi di quell’indicazine, 0 euro, e anche della decisione di sospendere la quotazione».

La nota fa riferimento all’esiguità degli scambi, ma un confronto con l’anno scorso rivela dati molto simili nei mesi estivi: il mese scorso, anzi, sono state scambiate 6.892 azioni contro le 5.693 dell’agosto 2013. E le informazioni “datate” possono essere messe in relazione all’imminente vendita di Commercio & Finanza, che cambierà sostanzialmente i parametri patrimoniali della banca. Le conseguenze della decisione dei commissari sono comunque rilevanti, per i piccoli azionisti che non potranno vendere micro-pacchetti di titoli ma anche per la Fondazione. Nei prossimi giorni, infatti, Palazzo Crema dovrà definire il preventivo 2015 e la quotazione stava scendendo in maniera significativa al di sotto della soglia di carico nel patrimonio, effetto di una maxi-svalutazione un anno fa. Di converso, non ci saranno più punti di riferimento per valutare la banca, e la cosa vale per la Fondazione, che ha chiesto a più riprese di conoscere i dati patrimoniali, come per i possibili acquirenti.

Molto duro, comunque, il giudizio sull’intera operazione di Daniele Malucelli (Liberi azionisti): «Ci sentiamo molto meno tutelati, non è così che si difende l’immagine della banca».

Stefano Ciervo

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