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«Fabbri si mette fuori dal movimento»

«Fabbri si mette fuori dal movimento»

Il deputato Ferraresi: spero ci ripensi, fare il sindaco ignorando i nostri principi base non si può

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Marco Fabbri tira dritto nell’accordo per la Provincia e rischia l’estromissione dal Movimento 5 Stelle. La deadline è fissata al 29 settembre, il giorno delle elezioni, «fino all’ultimo momento spero che Fabbri ci ripensi, me lo auguro con il cuore. Se così non sarà - è l’avvertimento chiaro del deputato Vittorio Ferraresi - vorrà dire che ha deciso di mettersi totalmente al di fuori dei principi del movimento, in particolare quello dell’alleanza con altre forze politiche: e questa non è un’interpretazione o un’ingerenza, è una semplice presa d’atto. In quella lista ci sono esponenti del Pd. Fabbri vuol mettere in primo piano le istanze del territorio? Noi siamo nati per questo, e il nostro programma lo dimostra, ma non si possono ignorare le 4 regole 4 alla base dell’adesione all’M5S. Se lui reputa di fare il sindaco al di fuori di questi principi, esca dal movimento».

Non sarà Ferraresi a prendere decisioni in merito, ma è chiaro che a livello centrale non vengono tollerati distinguo sul campo delle Provinciali, tanto più dopo la marcia indietro del sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che aveva saldato un accordo identico a quello ferrarese, salvo poi rinunciarci dopo il “richiamo” nazionale. «Fabbri potrebbe essere l’unico candidato M5S alle Provinciali. Noi non abbiamo mai presentato liste a queste elezioni, oltretutto la riforma Delrio è un pasticcio sfornato solo per rispondere a una promessa elettorale, non ci capiscono nulla nemmeno quelli del Pd. Davvero, non vale la pena prendervi parte».

I ferraresi, testimonia il candidato regionale Alessandro Cantale, sono compatti, «condividiamo la scelta dei nostri consiglieri di non partecipare al voto, anche se favorirà la lista d’opposizione. E non condividiamo la scelta di Fabbri». Con Comacchio resta la sola Copparo.

«Il sindaco rappresenta tutta la comunità e dunque maggioranza e opposizione, forze sociali ed economiche. E non a caso è membro di diritto all’interno dell’assemblea dei sindaci». Torna a ribadire la sua posizione, che resta ferma, il sindaco di Comacchio Marco Fabbri dopo la presa di posizione dell’onorevole Ferraresi e di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle di Ferrara che lo accusano aver siglato un patto tra primi cittadini in vista elle elezioni di secondo grado per il nuovo consiglio provinciale. E Comacchio, per la prima volta unita, applaude il suo sindaco, non senza riserve.

«La risposta data da Fabbri ci è piaciuta - dicono dall’Onda - Un conto è la politica nazionale di un movimento o un partito e un altro è quello di governare un territorio. E per farlo, a volte, occorre fare la cosa giusta anche se ciò comporta dover venire a patti con le proprie convinzioni (gli ideali mai). Fino a ieri il nostro Sindaco e i suoi elettori chiamavano questa situazione inciucio. Speriamo che da oggi capiscano che il nome giusto è politica. Per questo motivo esorto i consiglieri di minoranza a votare Fabbri alle prossime elezioni provinciali, perché Comacchio deve essere rappresentata sempre, anche in consessi che rischiano di essere svuotati di potere». «Abbiamo sempre detto basta ai diktat di Ferrara, il sindaco (oggi) dice no ai diktat di Genova, per cui non mi sembra il caso di rinunciare ad una rappresentanza che mantiene comunque un valore residuale. I “cittadini” (come si chiamano fra di loro) di Ferrara non lo votano? Beh, lo voteranno i suoi con-cittadini. Per quanto mi riguarda l’ “asilo politico” va concesso. Non dai partiti, come scherzosamente abbiamo detto, ma dalla Città di Comacchio».

«Fin dal 2012 - intervengono dal Movimento 5 stelle di Comacchio - abbiamo detto che durante il mandato avremmo agito solo ed esclusivamente per il bene di Comacchio, ragionando su contenuti e non per ideologie e lo abbiamo dimostrato con i fatti, spesso e volentieri scontrandoci con tutte le forze politiche». «Spiace constatare come l’onorevole Ferraresi sputi sentenze senza conoscere tutto quello che sta accadendo sul territorio ed il lavoro svolto da questa amministrazione considerato anche che dopo la sue elezione si è visto solo due volte». «La Provincia non dovrà essere rappresentata da nessun partito o movimento. Il Comune di Comacchio ha il dovere e la responsabilità di dire ciò che pensa nelle sedi preposte, specie in campo turistico e ambientale in cui rappresentiamo oltre il 90% dei portatori di interesse dell’interno territorio provinciale. Abbiamo il dovere di affrontare i problemi assieme a tutti i sindaci del territorio, ma ciò non vorrà dire acconsentire a tutto ciò che verrà proposto».

 

 

 

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