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IL MOVIMENTO 5 STELLE

«La Orte-Mestre è solo spreco di soldi»

«La Orte-Mestre è solo spreco di soldi»

COMACCHIO. «Nonostante il rilievo della Corte dei Conti che riguarda in particolare l’impossibilità, stante la normativa attuale, di utilizzare gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previste...

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COMACCHIO. «Nonostante il rilievo della Corte dei Conti che riguarda in particolare l’impossibilità, stante la normativa attuale, di utilizzare gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previste nel Piano finanziario per la realizzazione della Orte-Mestre, il governo Renzi ha deciso di proseguire per la propria strada inserendo la stessa all’interno dello Sblocca Italia». Prendono posizione sulla realizzazione della criticata arteria stradale ganche gli esponenti del Movimento 5 stelle di Comacchio. «Abbiamo voluto analizzare dettagliatamente il progetto e ci siamo presi mesi per farlo in considerazione del fatto che Comacchio è un territorio turistico del tutto isolato dal punto di vista infrastrutturale, senza un collegamento ferroviario e con arterie stradali ed autostradali carenti e poco mantenute. Condividiamo la presa posizione di altre amministrazioni: il tracciato se realizzato, provocherà gravi danni ambientali a importantissime zone di interesse paesistico, archeologico, naturalistico e ambientale, tutelate da norme nazionali, internazionali e comunitarie quali il Delta del Po, le Valli di Comacchio e Mezzano». «La realizzazione della Orte-Mestre stravolgerebbe completamente il territorio rivierasco, ma anche molte altre zone di pregio sparse per mezza Italia». «Chiediamo quindi che i 9,6 miliardi di euro (costo totale preventivato dell’opera) siano spesi per la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e per potenziare il trasporto ferroviario e fluvio-marittimo in tutto il territorio nazionale, ed in particolar modo il collegamento Ravenna-Comacchio-Venezia». «Alla luce di ciò anche questa amministrazione ha deciso di portare un ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale una delibera che dica no alla “Romea Commerciale”».

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