Minaccia mamma sordomuta Aperto il processo per rapina
È un processo doppiamente doloroso quello che si è aperto ieri davanti ai giudici Marini, Testoni e Attinà. Perché l’imputata è una figlia che ha minacciato la madre sordomuta con un coltello a...
È un processo doppiamente doloroso quello che si è aperto ieri davanti ai giudici Marini, Testoni e Attinà. Perché l’imputata è una figlia che ha minacciato la madre sordomuta con un coltello a serramanico, per farsi consegnare 20 euro. E perché la ragazza, appena diciannovenne, sta bruciando la sua vita con gli stupefacenti. Proprio la tossicodipendenza è all’origine della “rapina impropria” compiuta nel giugno 2013. «Un atto di pura follia di cui la nostra assistita non sembra minimamente consapevole», dichiara l’avvocato Luca Morassutto che ha assunto la difesa d’ufficio insieme alla collega Paola Zavarini. La ragazza ieri non era presente in aula, nè si è resa disponibile con i suoi stessi legali. La difesa sta anche valutando l’ipotesi di una perizia psichiatrica. Ieri, udienza filtro, c’è stata l’ammissione della lista testi, che però si limiterà alla sola mamma, parte offesa. La donna, dopo aver trovato il coraggio di denunciare la figlia, si era pentita ma il procedimento era stato ormai innescato. Il suo contributo sarà importante soprattutto per inquadrare i rapporti tra l’imputata e l’ex fidanzato tunisino, ora allontanato con foglio di via, che secondo le difese l’aveva ridotta in uno stato di plagio. «Un altro elemento - continua l’avvocato Morassutto - fondamentale per inquadrare il suo gesto». Il processo è stato aggiornato al 27 novembre quando la mamma testimonierà con l’ausilio di un interprete.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google